Due appunti su Mkhitaryan

L’infortunio di Perotti, al quale poi si è aggiunto quello occorso a Under, ha ristretto le opzioni a disposizione di Paulo Fonseca per la trequarti giallorossa. In questo senso, l’acquisto di Mkhitaryan arriva a proposito per consentire all’allenatore portoghese di implementare le opzioni a disposizione dei giallorossi per la trequarti, vale a dire in una zona di campo vitale per il gioco che l’ex tecnico dello Shakhtar sta cercando di trasferire a Roma.

Infatti, il nuovo indirizzo tecnico voluto da Fonseca è basato su una squadra che sta cercando di lasciare il gioco verticale praticato con Di Francesco in favore di uno posizionale costruito intorno all’idea di controllare la partita tramite il possesso di palla.

All’interno di tale contesto, un ruolo come detto fondamentale è svolto dai trequartisti che giocano a ridosso di Dzeko. Una volta portato il pallone nella metà campo avversaria, dopo una paziente fase di costruzione volta a superare la prima linea di pressione avversaria, Fonseca cerca di creare superiorità numerica nel corridoio centrale e nei mezzi spazi mediante la creazione di una sorta di rombo che ha un centrocampista ed il trequartista come vertici, affiancati dalle due ali entrate dentro il campo. Allo stesso tempo, i due terzini si alzano per garantire ampiezza alla squadra romanista.

In un sistema offensivo così fluido, quale aiuto può offrire il neo-acquisto Mkhitaryan? Se guardiamo ai dati relativi alla scorsa stagione, pur nella diversità dei campionati disputati e del tipo di gioco praticato, notiamo come l’ex Arsenal porti in dote valori interessanti per quanto riguarda i passaggi smarcanti (1.28 p/90), expected goals (0.23 p/90) e reti realizzate (0.31 p/90).

Il dato che però balza subito agli occhi è quello relativo alla precisione die passaggi smarcanti (64%). In questo tipo di giocata, il calciatore armeno si fa preferire a tutti gli altri trequartisti a disposizione di Fonseca in questo momento.

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Il grafico di @CalcioDatato relativo ai trequartisti giallorossi.

Questo dal punto di vista delle statistiche. Dal punto di vista tattico, Mkhitaryan aggiunge ulteriore versatilità ad una batteria di trequarti in grado di occupare indifferentemente più posizioni all’interno del 4-2-3-1 giallorosso.

Abile con entrambi i piedi, il nuovo arrivato in casa romanista è un giocatore verticale che si esprime bene quando può attaccare la profondità in transizione, come ha dimostrato anche nella partita disputata con la sua nazionale contro l’Italia per le qualificazioni europee.

Uno dei gol realizzati da Mkhitaryan contro la Bosnia, che dimostrano la sua capacità di inserimento.

Tuttavia, questa sua abilità nel gioco verticale non deve far dimenticare che Mkhitaryan è anche giocatore associativo, abile negli spazi stretti e nel rompere le linee difensive avversarie. Proprio queste sue caratteristiche spiegano perché, oltre che sulle fasce, l’armeno sia impiegabile anche dietro la prima punta, come accaduto nel suo passaggio al Borussia Dortmund quando Tuchel lo impiegava proprio da no.10.

Certamente, Mkhitaryan potrebbe aver bisogno di tempo per adattarsi ad un calcio e ad un contesto tattico nuovo. Le sue letture sembrano comunque essere sempre qualitative. Se Fonseca riuscirà e metterlo in condizione di ricevere fra le linee, Mkhitaryan potrebbe produrre degli interessanti sviluppi alla fase offensiva giallorossa.

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