Boringball?

Dopo un inizio di stagione entusiasmante, durante il quale stava probabilmente producendo il miglior calcio del campionato, il cammino del Chelsea in Premier League ha incontrato recentemente una sorta di plateau che ne ha arrestato lo sviluppo.

La sconfitta subita ad opera dell’Arsenal è stata pesante più per come è avvenuta che per il punteggio finale (2-0) e rischia di avere conseguenze a livello di spogliatoio dopo il duro sfogo di Maurizio Sarri nella conferenza post-partita.

Se guardiamo ai risultati, i Blues hanno collezionato appena quattro punti nelle ultime quattro giornate di campionato, perdendo gli scontri diretti con i Gunners e con il Tottenham.

Anche se la posizione di classifica è ancora più che buona (il Chelsea è in quarta posizione, ultimo posto utile per qualificarsi alla prossima Champions, con tre punti di vantaggio su Arsenal e Manchester United) le ultime prestazione della squadra hanno attirato sulla testa di Sarri le critiche di stampa, tifosi e, soprattutto, dei molto considerati pundits che affollano gli studi televisivi inglesi per commentare le vicende del campionato.

Ma cosa è che non va in questo momento per i Blues? L’ex manager dello United, José Mourinho, ha in parte riassunto il momento tattico della squadra di Sarri affermando che il Chelsea “non è una squadra facile contro la quale giocare…ma è un team facile da analizzare”.

In pratica, lo Special One ha suggerito l’ipotesi che le altre squadre inglese abbiano capito come affrontare il Chelsea e come annullarne il potenziale offensivo.

Il gioco di Sarri, fin dal suo arrivo a Londra, ha cercato di ricalcare quanto mostrato dal tecnico toscano durante il periodo napoletano, vale a dire un tipo di calcio costruito attorno ad un sistema 4-3-3 volto a manipolare il sistema difensivo avversario tramite un continuo movimento della palla e dei giocatori offensivi.

Con le ali, alle quali viene chiesto di tagliare centralmente (soprattutto per l’esterno sul lato forte), lavorano all’azione offensiva il terzino di parte e le mezzali, che devono alzarsi nei rispettivi mezzi spazi.

Elemento chiave nello sviluppo di questa fase di possesso è il play basso che agisce davanti alla difesa. Non a caso, proprio per agevolare la transizione da un calcio reattivo, come quello praticato dalla squadra sotto la precedente gestione di Antonio Conte, ad uno proattivo, Sarri ha voluto Jorginho a Londra.

L’importanza dell’italo-brasiliano nel gioco del Chelsea è testimoniata dai dati Opta relativi alle statistiche di passaggio in questa stagione che evidenziano come Jorginho sia il giocatore ad aver effettuato più passaggi nell’intera Premier.

Così, le squadre avversarie hanno via via cominciato a marcare il regista del Chelsea, come ha scelto di fare lo stesso Unai Emery quando ha schierato l’Arsenal con un centrocampo a rombo che prevedeva Aaron Ramsey come vertice alto proprio per ostacolare Jorginho. E già Pochettino aveva seguito questa traccia utilizzando Dele Alli con gli stessi compiti difensivi poi chiesti da Emery a Ramsey.

Come nel Napoli, anche nel Chelsea Sarri ha comunque a disposizione un secondo regista. In Italia questo ruolo era coperto da Koulibaly, non ha caso il giocatore che toccava più palloni fra i partenopei dopo Jorginho. A Londra è David Luiz a svolgere questo compito.

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I dati Opta forniti dal The Telegraph.

Tuttavia, quando le squadre avversarie riescono a contrastare anche Luiz, magari indirizzando il gioco del Chelsea sul lato opposto del campo, dove staziona un giocatore dalle diverse caratteristiche come Antonio Rudiger, ecco che la fase di costruzione della squadra di Sarri entra in difficoltà.

Ma le problematiche riscontrate dai Blues in queste ultime uscite non riguardano solo la fase iniziale della manovra ma anche quello che avviene nel secondo campo. Qui, il Chelsea ha recentemente mostrato delle difficoltà nel penetrare difese che ora affrontano gli uomini di Sarri stazionando in posizioni sempre più basse, cercando di negare la profondità.

Il risultato è stato un gioco piatto da parte di un Chelsea che ha sì continuato a mantenere il controllo del pallone (60% di possesso palla contro gli Spurs, 63% contro la squadra di Emery) ma non è praticamente mai riuscito ad essere pericoloso (due tiri in porta contro il Tottenham, uno contro l’Arsenal).

A questa recente sterilità offensiva non sono estranee le due mezzali. Molto si sta discutendo in Inghilterra della posizione di N’Golo Kante, utilizzato come schermo davanti alla difesa da Conte e spostato a interno di centrocampo da Sarri. Su Kante come centrocampista box-to-box si può discutere all’infinto, tenendo anche conto del fatto che, comunque sia, il francese ha finora dato un buon contributo offensivo in termini di reti realizzate (3) e assist prodotti (2).

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Il grafico dei non penalty expected goals (NPxG), fornito da Gabriele Gatti (Il Terzo Uomo), riguardante il periodo fra la 14° e la 21° della Premier, evidenzia le difficoltà del Chelsea.  

Il problema forse maggiore riguarda il centrocampista interno di sinistra. Né Ross Barkley, né Mateo Kovacic hanno finora convinto e si aspetta ancora l’esplosione di Ruben Loftus-Cheek. In totale, i centrocampisti del Chelsea hanno segnato finora appena sei gol su azione.

Inoltre, lo spostamento di Hazard nella posizione di ‘falso nueve’, che sembrava poter replicare il successo avuto a Napoli dal connazionale Dries Mertens, si è per adesso rivelato un boomerang in quanto i giocatori del Chelsea non riescono a supportarlo adeguatamente o a trarre vantaggio dal suo movimento.

Anche per questo Sarri aspetta con ansia lo sbarco di Gonzalo Higuain, che gli permetterà di riportare Hazard largo a sinistra per aprire il sistema difensivo avversario partendo da quella posizione.

Certamente, oltre all’ex juventino e milanista servirà anche pazienza da parte del club. I giocatori a disposizione di Sarri sono infatti praticamente gli stessi che aveva Conte (e Mourinho prima di lui), vale a dire un gruppo che si trovava a proprio agio nel difendere basso e ripartire in contropiede. La transizione da un calcio reattivo ad uno proattivo è quindi ancora un processo in divenire a Cobham.

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