Cosa può fare la Croazia…

Da Paul Pogba a N’Golo Kanté, da Antoine Griezmann a Raphael Varane fino a Kylian Mbappe… la Francia si presenta alla finale della coppa del Mondo con così tanto talento da non poterla non considerare come la favorita per la vittoria.

Come se non bastasse l’undici titolare, Didier Deschamps può anche pescare dalla panchina giocatori come Ousmane Dembele o Corentin Tolisso per cambiare il corso della partita. Zlatko Dalic non ha questo lusso.

Detto questo, la Croazia ha giocatori di talento come il candidato al Pallone d’oro Luka Modric o come il suo compagno di reparto Ivan Rakitic. Ha un attaccante buono per ogni situazione come Mario Mandzukic o giocatori che si sono rilanciati durante il torneo come i difensori centrali Domagoj Vida e Dejan Lovren o come l’esterno offensivo ex Fiorentina Ante Rebic. Ha un giocatore imprevedibile in Ivan Perisic ed un altro che è stato riscoperto da Luciano Spalletti come efficace play basso in Marcelo Brozovic.

La finale del Luzhniki Stadium non è quindi ancora scritta e, in un mondiale delle sorprese, la Croazia ha la possibilità di fare la storia. Ma cosa dovranno fare gli uomini di Dalic per cercare di colmare il gap tecnico con i Francesi?

Una outsider di qualità, che rappresenta il Paese più piccolo (insieme all’Uruguay) a poter diventare campione del mondo, la Croazia si presenta a questa finale col fardello atletico di aver giocato per tre volte i tempi supplementari durante i turni a eliminazione diretta. In pratica, una partita in più nelle gambe rispetto alla squadra di Deschamps. Anche per questo motivo, contro una Francia che predilige le ripartenze, Dalic potrebbe impostare una partita più accorta, rinunciando al possesso palla per favorire invece un controllo razionale degli spazi.

Lasciare la palla ai Francesi significherebbe anche mettere gli uomini di Deschamps nella condizione di dover fare la partita. E la Francia ha dimostrato di avere qualche problema in fase di attacco posizionale. Per favorire questo tipo di approccio, Dalic potrebbe ricorrere al 4-1-4-1 visto recentemente con Brozovic davanti alla difesa e con Modric e Rakitic ai suoi lati.

Un centrocampo del genere permetterebbe ai Croati di avere maggior copertura, con la possibilità di sporcare le linee di passaggio francesi verso Mbappé e Griezmann. Qualora la Francia dovesse trovarsi in difficoltà a livello di fluidità della manovra, la squadra di Deschamps potrebbe ricorrere alla palla lunga per Olivier Giroud. In questo caso, Lovren e Vida hanno la fisicità per contrastare il centravanti del Chelsea.

La Croazia ha anche provato a pressare alto partendo da questo tipo di formazione durante questo torneo. Stavolta però sia per i problemi atletici che potrebbe incontrare nel corso della partita sia per le difficoltà mostrate nel difendere i mezzi spazi ai lati di Brozovic quando Modric e Rakitic si alzavano in pressione, la squadra croata dovrà cercare di mantenere compattezza e stabilità a centrocampo in fase di non possesso palla. In fase offensiva, Dalic potrà poi chiedere ad un fra Modric e Rakitic di abbassarsi vicino a Brozovic per favorire l’uscita bassa da dietro, con l’altro interno di centrocampo avanzato sulla trequarti.

Avere Rakitic e Modric avanzati a centrocampo permetterebbe inoltre ai Croati di averli a disposizione in zona di rifinitura, là dove entrambi sanno essere pericolosi e da dove possono anche smistare il gioco cercando quei cambi di campo sul lato debole che hanno permesso alla Croazia di colpire l’Inghilterra in semifinale.

La camera tattica di InStat che mostra il gol del pareggio della Croazia contro l’Inghilterra dopo aver sfruttato un cambio di campo sul lato debole.

Un atteggiamento più accorto favorirebbe anche quel calcio verticale che finora è stato il punto di forza della Croazia. La compagine di Dalic infatti ha mostrato di favorire un gioco dove la fase di costruzione non è particolarmente elaborata ma è invece immediatamente volta alla ricerca dei riferimenti offensivi.

Una volta raggiunta la metà campo offensiva, la Croazia potrà poi puntare sugli uno contro uno esterni di Perisic e Rebic: i loro duelli con i fin qui ottimi Benjamin Pavard e Lucas Hernandez potrebbe essere un altro fattore chiave del match. In questo senso, i Croati dovranno dimostrarsi abili nel riempire l’area con gli inserimenti dei centrocampisti, per andare a raccogliere i cross.

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I dati Opta di whoscored.com che certificano i 60 cross della Croazia contro gli Inglesi.

In generale, la Croazia dovrà cercare di prolungare la situazione di parità quanto più a lungo possibile. Qualora infatti la Francia riuscisse ad andare in vantaggio, avrebbe poi la possibilità di dettare il contesto tattico dell’incontro, giocando nel modo che le è più congeniale, vale a dire in ripartenza.

La Croazia ha comunque dimostrato di essere capace di reagire ad un eventuale svantaggio, anche se la difesa francese è un ostacolo difficile da superare (4 clean sheets registrati fin qui). Come si vede, molte sono le possibilità di sviluppo di questo incontro. Quel che è certo è che la Croazia, come detto precedentemente, ha la possibilità di scrivere la storia.

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