Il conundrum Petković

Acquistato a gennaio per migliorare la fase di possesso palla di una squadra che ha evidenziato diversi limiti offensivi come dimostra il dato relativo ai tiri a partita effettuati (9.6), Bruno Petković era arrivato a Verona col compito di sostituire Pazzini

In realtà, l’attaccante croato ha caratteristiche diverse da quelle dell’ex attaccante gialloblù. L’ex Bologna infatti non è un cannoniere come Pazzini e il suo apporto alla causa veronese deve essere valutato su parametri diversi da quelli relativi ai go segnati, peraltro mai molti nella carriera del 24enne attaccante, andato in doppia cifra (10) soltanto nell’annata di Trapani.

Nel 4-4-2 di Pecchia, che diventa 4-2-4 in fase offensiva, Petković ha il compito di far salire la squadra andando a contrasto sui palloni lunghi lanciati dalle retrovie gialloblù, ora non più alle prese con una fase di costruzione particolarmente elaborata.

In un calcio semplificato da Pecchia rispetto alle idee iniziali, il ruolo dell’attaccante croato è appunto quello del giocatore incaricato di andare alla ricerca della palla lata per favorire la conquista veronese della seconda palla.

La fase di costruzione del Verona è sovente demandata alla palla lunga verso Petković, anche direttamente da Nicolas.

Il dato relativo ai duelli aerei vinti a partita (2.6) ci indica come Petković stia svolgendo abbastanza bene il proprio lavoro.

Per il croato ci sono degli ovvi margini di miglioramento, partire dalla fase di distribuzione del gioco. Infatti, a fronte di una media di 27.8 passaggi effettuati a partita soltanto il 70.3% di questi è andato a buon fine. La percentuale scende ulteriormente quando si considerano i passaggi riusciti nella metà campo avversaria (61.7%).

Detto questo, Petković contribuisce alla fase offensiva come dimostrano i due assist e le undici occasioni create. Certamente, gli zero gol segnati finora pesano sul bilancio di un attaccante comunque generoso ma che tira poco in porta (4).

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La chart dei tiri di Petković, secondo understat.com. In blu i tiri parati, in rosso quelli mancati.

Tuttavia, non bisogna dimenticare che Petković si inserisce in un contesto che fatica a trovare la via della rete come evidenziano le appena 25 reti segnate dalla compagine di Pecchia che fanno del Verona (al pari del Chievo) la quartultima squadra della Serie A in termini di reti realizzate: soltanto Genoa (21), Benevento (19) e Sassuolo (18) hanno fatto peggio.

Valutando la fase offensiva gialloblù in termini di expected goals (xG), l’indice che rileva l’efficacia offensiva di una squadra, ci accorgiamo come i gol potenziali del Verona (27.12) risultino essere superiore a quelli effettivamente realizzati (appunto 25) secondo il modello di understat.com.

Petković è quindi partecipe ma anche, in un certo senso, vittima di una squadra che in generale crea poco. Per di più, il croato agisce da attaccante centrale come primo riferimento della costruzione lunga del Verona, pur avendo caratteristiche più da seconda punta, nonostante una notevole stazza (192 cm per 98 kg) che lo aiuta negli scontri fisici (89,5% di contrasti vinti).

Utilizzato in coppia con Kean, Petković aveva a disposizione un altro attaccante di stazza col quale poter condividere il peso di essere il primo riferimento offensivo centrale della squadra di Pecchia. Ma, con l’infortunio occorso all’ex juventino, il croato si è trovato circondato da una batteria di giocatori esterni chiamati a ruotargli intorno, nessuno dei quali garantisce sostanziale aiuto alla fase realizzativa veronese, come dimostrano le statistiche dei vari Matos (tre tiri in porta, zero gol, 0.53 xG), Aarons (zero tiri in porta, 0.13 xG) e Verde (comunque il più pericoloso con dieci tiri in porta, due gol e 1.64 xG).

Detto questo, non si può essere certi che Petković non esploderà come attaccante nel corso della carriera. Certo è che il Verona ha un bisogno immediato del suo apporto. Probabilmente il croato non potrà garantire un grosso numero di gol da qui alla fine del campionato e, per questo, è necessario che altri giocatori comincino a dare il loro apporto, magari continuando a sfruttare le palle inattive: sono infatti già cinque le reti messe a segno dal Verona da situazione di calcio d’angolo. Anche il ritorno di Kean dovrebbe contribuire a migliorare la fase realizzativa della squadra di Pecchia.

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