Nuova linfa

Gareth Southgate ha lasciato l’Olanda con diverse notizie positive, che vanno oltre il comunque rimarchevole fatto di aver guidato i Leoni d’Inghilterra ad una vittoria nei Paesi Bassi che mancava dal 1969.

Le prestazioni dei vari Jesse Lingard e Raheem Sterling hanno permesso al tecnico inglese di poter affermare che le academies britanniche stanno producendo negli ultimi anni “un diverso tipo di giocatore rispetto al passato.”

Proprio la produzione di giocatori veloci e anche abili tecnicamente rimarca ancora una volta la bontà del lavoro che, a livello di settore giovanile, è stato fatto nelle ultime stagioni dalla federazione inglese. Probabilmente però, la differenza maggiore rispetto al passato la si vede confrontando i difensori centrali a disposizione di Southgate rispetto al prototipo tipico di difensore inglese che noi conosciamo.

Infatti, mentre le ultime generazioni hanno prodotto difensori come John Terry, Jamie Carragher o Sol Campbell, tutti giocatori forti fisicamente ma non certo a loro agio con il pallone fra i piedi – con la sola eccezione di Rio Ferdinand – i centrali di questa nuova Inghilterra sono abili anche nella fase di costruzione.

Non che la difesa inglese abbia finora pagato questo cambio di rotta in termini di gol subiti– da quando Southgate è stato nominato allenatore i Bianchi hanno concesso soltanto un goal nelle ultime sette partite – ma quello che l’allenatore chiede ora alla propria linea arretrata non è più solo di essere efficace in fase difensiva ma anche di partecipare attivamente alla fase di possesso. E questa è una novità per quanto riguarda la nazionale. Sicuramente, non sono estranei a questo cambiamento di rotta né il gioco moderno proposto recentemente da alcuni allenatori in Premier League – Guardiola certo, ma anche i vari Conte o Howe – né la mentalità dello stesso Southgate. Tuttavia, ciò non sarebbe stato sufficiente al buon esito della trasformazione se non fosse andato di pari passo con l’affermarsi di una serie di difensori dalla qualità tecniche adatte a giocare una più elaborata fase di costruzione iniziale.

Contro l’Olanda ha particolarmente impressionato Kyle Walker, schierato come centrale nonostante l’abbondanza di elementi adatti in quella posizione presenti nella lista dei convocati da Southgate per le partite contro gli Orange e contro l’Italia. Il giocatore del Manchester City si è mostrato a suo agio sia in fase difensiva che in fase offensiva. Questo non deve stupire più di tanto, dato che Walker, terzino nella fase di non possesso del City, assume il ruolo di terzo centrale quando la squadra di Guardiola è in possesso di palla.

  Walker, centrale di destra nella difesa a tre di Southgate contro l’Olanda.

Accanto a Walker ci sono altri difensori abili con la palla fra i giocatori chiamati dal tecnico inglese come John Stones e Joe Gomez. Stones è compagno di squadra e di reparto di Walker al City e contribuisce con la sua precisione nei passaggi (95.5%) all’ossessivo possesso palla della squadra di Guardiola. Anche Gomez ha un’alta percentuale per quanto riguarda i passaggi riusciti in campionato (84.3%) ma contro l’Olanda è dovuto uscire praticamente subito per infortunio, lasciando il posto Harry Maguire. Il centrale del Leicester ha svolto la sua parte come centrale di sinistra – fino a quando, nel finale, non è dovuto uscire per un problema fisico – anche se alcuni hanno avanzato perplessità intorno alla adattabilità al gioco di Southgate in relazione alla percentuale di precisione nei passaggi registrata attualmente in campionato (78.5%). Stessa situazione con James Tarkowski del Burnley (71.3%) altro convocato da Southgate. Tuttavia, sia Maguire che Tarkowski potrebbero beneficiare dal fatto di giocare in un contesto più qualitativo come quello della nazionale. C’è poi Alfie Mawson dello Swansea, che ha una buona percentuale di passaggi riusciti (82.1%) pur giocando in una squadra che non è più orientata al possesso palla come lo era sotto la guida di Brendan Rodgers. Per non parlare poi di due elementi come Gary Cahill (88.1%), escluso dalla lista per queste amichevoli, o Phil Jones (91.1%), fuori per infortunio.

Ci sarebbe anche Chris Smalling, compagno di reparto di Jones al Machester United, sulle cui abilità Southgate ha comunque avuto da ridire in passato nonostante l’alta percentuale di completi registrati dal 28enne difensore centrale in questa stagione in Premier League (87%).

Smalling mostra una certa “composure” nella fase di possesso del Manchester United.

Come si vede, l’Inghilterra di Southgate ha a disposizione diversi elementi sui quali costruire quel tipo di fase di costruzione elaborata che l’allenatore ritiene importante per migliorare la fase offensiva della squadra. La partita contro l’Italia, nella quale l’allenatore ha intenzione di effettuare alcuni cambi, sarà un’altra occasione per testare alcuni di questi difensori di nuova generazione.

 

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