Il ritorno di Saponara

Il suo arrivo a Firenze era stato considerato da tutti come il banco di prova definitivo per verificarne l’adattabilità ad un livello superiore. Reduce da Empoli, il suo ‘buen retiro’ dopo la fallita prova di maturità col Milan, Riccardo Saponara aveva dunque nuovamente la possibilità di misurarsi in una piazza importante che servisse a cancellarne l’etichetta di giocatore buono solo in provincia.

L’impatto con la Fiorentina non è stato dei più esaltanti. Lo scorso campionato in viola si era chiuso con appena 11 presenze, due gol e altrettanti assist nella decadente Fiorentina di Paulo Sousa.

In una Fiorentina rivoluzionata dopo la partenza dell’allenatore portoghese, Saponara ha continuato ad avere difficoltà nel trovare spazio in una compagine verticale come quella di Pioli, in una squadra cioè che tende ad attaccare immediatamente la profondità senza preoccuparsi molto di dare stabilità al palleggio occupando la trequarti avversaria.

In questo contesto tattico la posizione di trequartista o anche di incursore che parte da dietro per agire fra le linee è sacrificata, come ha verificato anche Benassi, altro elemento maggiormente a suo agio quando può arrivare in corsa ad agire a ridosso dell’area avversaria.

Il passaggio dal 4-2-3-1 progettato da Pioli in estate al 4-3-3 con cui la Fiorentina si è disposta successivamente nel corso della stagione sembrava aver tagliato definitivamente fuori Saponara, un giocatore per di più che necessita di essere messo al centro del progetto tattico per potersi esprimere al meglio.

Dalla partita col Benevento però qualcosa è cambiato tatticamente nella Fiorentina. Pioli ha schierato la squadra con un 4-4-1-1 fluido in fase di possesso, riscoprendo Saponara come trequartista.

In questa stessa posizione il no.8 viola è stato riproposto nella partita col Torino, con la Fiorentina che in fase offensiva si disponeva secondo un 3-4-1-2 con Biraghi alto a dare ampiezza a sinistra e Chiesa che tendeva ad avanzare per affiancare Simeone davanti al trequarti gigliato.

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La pass map della Fiorentina nella partita contro il Torino, fornita da @Ben8t.

Ancora lontano dall’essere il miglior Saponara (quello dell’esplosione a Empoli per intenderci), il trequarti della Viola ha probabilmente sfoderato la miglior prestazione da quando veste la maglia della Fiorentina. Contro i granata l’ex Empoli e Milan ha mostrato quello che può aggiungere alla Fiorentina e anche in cosa deve ulteriormente migliorare per far fare a se stesso e alla squadra un ulteriore salto di qualità.

Dal punto di vista statistico Saponara ha effettuato 38 passaggi (88% precisi). In una partita a basso numero di occasioni per entrambe le squadre, il contributo di Saponara in termini di occasioni da rete è stato nullo (0 xG) aqnche se il giocatore ha comunque distribuito 4 passaggi chiave.

La Fiorentina ha creato poco e da questo punto deve passare il miglioramento che Saponara può e deve fare. A volte infatti il giocatore si è trovato a venire incontro a Badelj o Veretout per riceve palla e partecipare alla fase di palleggio viola agendo di fatto come terzo centrocampista invece di muoversi alle spalle o ai lati di Valdifiori.

Quando il Torino si alzava in pressione portando il proprio play a ridosso di Badelj mostrando poca efficacia nelle scalate in avanti, la Fiorentina avrebbe dovuto servire maggiormente Saponara fra le linee a ridosso della trequarti offensiva.

Il video seguente aiuta ad evidenziare quanto detto precedentemente: nella clip Valdifiori si alza per andare a contrastare Badelj lasciando Saponara libero di ricevere fra le linee. Il fantasista della Fiorentina non attacca la profondità preferendo tornare indietro servendo il centrocampista croato.

Successivamente, lo stesso Saponara si abbassa nuovamente a ricevere palla da Badelj invece di guadagnare velocemente superiorità posizionale alle spalle di Valdifiori e Acquah.

Saponara in azione contro il Toro.

Questo non sempre è avvenuto. Si torna così alla questione della verticalità della Fiorentina, una squadra che preferisce agire per vie esterne piuttosto che tramite un attacco posizionale centrale, come confermato dai dati InStat che vogliono la squadra di Pioli quarta forza del campionato (al pari di Milan e Chievo) per quanto riguarda la media di traversoni prodotti a partita (16).

In fase difensiva invece il contributo dell’ex empolese è stato solido. Saponara si è adoperato bene nel bloccare Valdifiori, ostacolando la prima costruzione del Torino.

In definitiva, Saponara è ancora lontano dalla miglior condizione ma la ha comunque fornito una prestazione incoraggiante. La Fiorentina dovrebbe utilizzare questo finale di campionato per continuare a costruire un contesto favorevole a mettere in evidenza le qualità di un giocatore che troppe volte è sembrato quasi mettersi in difficoltà da solo.

Inserito in una costruzione tattica a lui più congeniale, con la fiducia dell’allenatore che non deve mai mancargli, Saponara avrà a disposizione dieci partite per convincere la Fiorentina di poter essere un giocatore importante per il futuro dei viola.

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