Chi è Diego Falcinelli

In un mercato delle incompiute, dove hanno fatto più sensazione i colpi mancati – vedi Napoli e Inter – che quelli realizzati, sono pochi i movimenti degni di nota.

Fra questi va però certamente annoverato quello che ha visto protagoniste Fiorentina e Sassuolo, che si sono scambiate i centravanti. I neroverdi infatti hanno acquistato le prestazioni del senegalese Khouma Babacar per dieci milioni mentre i viola ricevono in cambio Diego Falcinelli (in prestito).

Al di là degli aspetti economici dell’operazione – grazie alle contemporanee cessioni di Babacar e Canrlos Sanchez, che si vanno a sommare alle partenze estive, la Fiorentina ha ulteriormente ridotto il proprio monte ingaggi – qual è l’aspetto tecnico/tattico dell’operazione? Che tipo di giocatore è stato messo a disposizione di Stefano Pioli, allenatore toscano?

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Il report InStat di Diego Falcinelli, neo attaccante viola.

Tornato in Emilia dopo il prestito a Crotone, Falcinelli è stato designato come il sostituto di Grégoire Defrel, pur avendo caratteristiche fisiche e tecniche diverse. Infatti, mentre l’attuale romanista è un giocatore rapido, in grado di garantire tagli centrali ma anche un contributo alla fase di palleggio, Falcinelli è più un uomo verticale, che si trova bene in area di rigore dove può sfruttare la sua struttura fisica (186cm per 76kg).

In Calabria, la scorsa stagione, il 26enne attaccante di Masciano era il punto di riferimento avanzato di una squadra che non aveva nessuna volontà di costruire una manovra particolarmente complessa (il Crotone 2016/17 è stata l’ultima squadra della massima serie in termini di possesso palla). E, infatti, il neoacquisto viola è risultato essere il giocatore che, nello scorso campionato, aveva ingaggiato più duelli aerei. Il suo compito era essenzialmente quello di fare ‘a sportellate’ in attacco, garantendo al contempo un contributo nelle situazioni di contropiede.

Il fatto di essere il terminale offensivo del Crotone ha contribuito al numero finale di gol (13) realizzati da un Falcinelli che in passato non è mai stato un cannoniere. Queste reti sono frutto di una media di 2.84 tiri a partita per un xG di 3.40, secondo il modello di understat.com.

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La chart di understat.com dei tiri di Falcinelli in questa stagione: in verde i gol, in rosso i tiri mancati, in blu quelli parati e in viola i bloccati.

Quest’anno le cose sono leggermente cambiate. In una squadra che (pur passando da Bucchi a Iachini) ha comunque un gioco più manovrato di quello del Crotone dello scorso anno (il Sassuolo è 14° in serie A per possesso palla con una media del 46.4%) Falcinelli, pur producendo finora la stessa media di tiri a partita dell’anno scorso (2.84) ha realizzato fin qui appena due reti.

Questo decremento in termini realizzativi deriva da tutta una serie di fattori. Per prima cosa, a Sassuolo Falcinelli è affiancato in attacco da giocatori come Domenico Berardi e Matteo Politano vale a dire altri due terminali offensivi che amano attaccare la porta. Falcinelli non è più quindi il terminale principale della squadra neroverde, come invece accadeva a Crotone.

Inoltre, l’attuale attaccante della Fiorentina è, come detto, un giocatore verticale, pronto ad attaccare l’area. Di conseguenza Falcinelli incontra difficoltà in un gioco più elaborato mentre dovrebbe trovarsi a proprio agio nella Fiorentina, una squadra che Pioli ha costruito come una delle più verticali della massima serie. La differenza di prestazione fra l’ultimo campionato è questo è testimoniato anche dal dato relativo agli expected goals, l’indice che misura la qualità delle occasioni a disposizione. A Crotone gli xG di Falcinelli erano pari a 11.4 con un overperforming di 1.56 rispetto ai gol effettivamente segnati. Questo significa che lo scorso anno l’attuale attaccante della Fiorentina aveva una buona efficienza realizzativa.

Nell’attuale campionato invece gli xG di Falcinelli sono calati (3.89) e l’ormai ex Sassuolo ha un indice negativo di 1.86 nel rapporto tra i gol segnati e quelli ‘attesi’. Si può obiettare che il campione preso in esame è troppo ristretto, non potendo confrontare le 35 presenze accumulare da Falcinelli col Crotone nel 2016/17 con le 20 registrate in maglia neroverde in questo campionato. Tuttavia, la media di expected goals per novanta minuti di gioco prodotta da Falcinelli in Calabria (0.33) è ancora maggiore di quella avuta con il Sassuolo (0.26). Tutti questi dati confermano come Falcinelli a Sassuolo abbia tirato peggio di quanto fatto l’anno scorso. È chiaro come su questo dato influiscano anche alcune condizioni (come la distanza dalla porta nei tiri, il tipo di conclusione, il numero di avversari presenti fra pallone e porta) che possono aver determinato situazioni nelle quali i tiri a disposizione di Falcinelli siano stati più ‘sporchi’.

Per sfruttare al meglio le capacità tecniche di Falcinelli è poi utile schierarlo in un attacco a due, in coppia con un altro giocatore. Infatti, pur potendo essere impiegato come unica punta, Falcinelli ha dato il meglio di sé giocando appunto insieme ad un altro attaccante, come avveniva nel 4-4-2 di Davide Nicola.

Avere un compagno di squadra vicino permette a Falcinelli di sfruttare le proprie qualità tecniche negli scambi corti oltre a facilitarne i movimenti di smarcamento contro difese avversarie che non avrebbero da controllare un solo attaccante. Ecco perché sarebbe interessante vederlo schierato in coppia con Simeone.

Altro elemento tecnico che potrebbe favorire l’inserimento di Falcinelli nel tessuto tattico viola è quello relativo ai palloni alti. La Fiorentina infatti è la terza squadra (dietro Inter e Roma) in termini di traversoni prodotti a partita (25). L’abilità dell’ex Sassuolo nel gioco aereo è quindi un’arma in più che Pioli potrà sfruttare, a patto di migliorare la qualità dei cross che i viola solitamente producono.

Nella riproduzione InStat il gol di Falcinelli segnato al Napoli in questo campionato.

Infine, rispetto a Babacar, Falcinelli può garantire anche un miglior apporto in fase difensiva, dove le sue doti di generosità nel pressing e nei ripiegamenti potrebbero rivelarsi determinanti per migliorare la qualità del gioco senza palla dei viola.

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