Buona la quinta

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Foto: IMAGO / Every Second Media

Che la vita di una neopromossa in Premier sia dura, lo dicono le statistiche relative agli scorsi anni (l’Hull City, in questo senso, rappresenta l’eccezione che conferma la regola). Che però la strada fosse così irta di difficoltà, forse nessuno se lo immaginava in quel di Coventry.

Tornati nella massima divisione del calcio inglese a distanza di venticinque anni dall’ultima volta, gli Sky Blues occupano attualmente la diciottesima posizione in classifica con soli tre punti. Bontà loro (si fa per dire) Fulham e Tottenham hanno fatto peggio (due).

Quattro partite e altrettante sconfitte per cominciare, con dieci gol subiti (cinque solo dal Brighton in casa, in una gara condizionata anche dall’espulsione di Taiwo Awoniyi) e nessuno messo a referto.  Nel recente passato l’unica neopromossa ad essersi salvata dopo una partenza così è stata il Southampton nel 2012-13.

Per affrontare il ritorno in Premier, il club ha speso parecchio.  Al momento dell’esordio contro l’Arsenal infatti la società delle West Midlands aveva già tirato fuori circa £130 milioni, £26 dei quali solo per Caleb Yirenkyi, centrocampista ghanese ex Nordsjællandand che è così diventato l’acquisto più costoso nella storia del club.

Fortunatamente, nell’ultimo weekend prima della lunga sosta internazionale gli uomini di Frank Lampard hanno assaporato il gusto della vittoria: 1-0 sul campo del Nottingham Forest. Crisi risolta? Calma. Fa bene a voler tenere i piedi per terra Frank Lampard. Il primo a conoscere le difficoltà della Premier è proprio l’ex centrocampista del Chelsea. La sua carriera da allenatore non è stata brillante come quella, pluridecorata, da calciatore. Soprattutto in Premier, dove il Lampard tecnico ha già avuto poco felici esperienze alla guida di Chelsea (due volte) ed Everton.

D’accordo, la rete di Jay Dasilva ha permesso di conquistare i primi tre punti, ma permangono le difficoltà di una squadra che è tornata in Premier dopo venticinque anni d’assenza.

A preoccupare in questa prima fase della stagione è stata soprattutto la fase difensiva, un po’ troppo naïf. L’identità costruita da Lampard, fondata su una linea arretrata molto alta e sulla capacità della sua formazione di adattarsi a strutture diverse e su palloni messi in mezzo dalle fasce, funzionale nel Championship, si sta scontrando con la maggior difficoltà della Premier.

Il primo gol subito da Tammy Abraham contro l’Aston Villa e i due concessi a Erling Haaland con il City sono stati frutto dell’incapacità della linea di coprire la profondità.

Il fatto di aver concesso appena 8.64 xG (meglio di altre otto formazioni in base ai dati Opta) non è equivalso a rendere impermeabile una difesa che ha subito 10 reti in campionato.

A ciò si aggiunga una rosa che, forse, non è competitiva per affrontare la massima serie. Una delle preoccupazioni maggiori è data dalla incapacità della squadra di difendere le transizioni.

Lampard ama un calcio propositivo, ma i suoi difensori si sono dimostrati in grande difficoltà quando si è trattato di difendere in campo aperto contro attaccanti molto veloci come quelli che circolano al livello più alto del calcio inglese.

Ogni palla persa con le avversarie incontrate in questo avvio di campionato si è trasformata in un’azione pericolosa.

Forse però, da ora in avanti, il tecnico inglese potrebbe ricorrere a qualche accortezza per provare a risolvere almeno uno dei due problemi, cioè quello delle troppe reti incassate. Per quanto riguarda invece la fase offensiva, il problema principale è la finalizzazione: oggi il Coventry, in base ai dati Opta, la squadra peggiore della Premier per quanto riguarda la differenza fra gol effettivamente realizzati ed expected goals (xG) prodotti, con – 3.88.

Un aiuto per sbloccarsi in campionato potrebbe arrivare dalle palle ferme. L’anno scorso in Championship il Coventry ha realizzato 29 da queste situazioni, con 14 gol registrati da corner e 6 da rimessa laterale.

Prima della gara che ha segnato il ritorno in Premier del Coventry, Lampard aveva chiesto ai suoi di giocare con coraggio. Vedendo queste prime uscite non si può comunque dire che questo sia mancato.

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