Carrick rischia davvero?

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Foto: IMAGO / Shutterstock

La stagione è iniziata da poco, ma già si parla del Manchester United. Uno dei motivi è per il caso che ha coinvolto JJ Gabriel, giovane fra più promettenti del calcio inglese, che ha espresso il desiderio di lasciare Carrington.

L’altro riguarda, ça va sans dire, la posizione dell’allenatore, in questo caso Michael Carrick. Arrivato un anno fa in sostituzione di Ruben Amorim sulla panchina della squadra nella quale ha militato da giocatore, l’ex centrocampista è stato autore di una cavalcata clamorosa, che lo ha visto recuperare una formazione in difficoltà e condurla fino a una insperata qualificazione alla Champions League.

La partenza di quest’anno è stato però a dir poco difficile: attualmente lo United è tredicesimo in classifica, con quattro punti conquistati in altrettante gare, conseguenza di due sconfitte (2-0 contro l’Hull e 1-0 nel controverso derby col City di domenica scorsa), un pareggio (2-2 contro l’Everton) e una sola vittoria (5-2 con l’Ipswich).

A questi risultati vanno aggiunte la vittoria contro il non irresistibile Sabah (4-0) in Champions e la clamorosa sconfitta rimediata dal Brighton in Carabao Cup in una gara che lo United conduceva 2-0, prima di venir rimontato sul 2-3 e finire così estromesso dalla coppa.

Alla vigilia di questo turno di campionato si è dunque cominciato a parlare della posizione del tecnico il quale, da parte sua, ha definito ‹‹ridicole›› le voci su un suo eventuale allontanamento. Di certo, nel calcio, la riconoscenza non esiste e ciò che si è costruito in passato viene velocemente dimenticato.

La proprietà del club quindi, più che ricordare i £100 milioni di profitti generati dalla qualificazione alla Coppa Campioni, si concentra sull’attuale mancanza di risultati a fronte di una dispendiosa campagna acquisti che ha portato a Old Trafford i vari Youri Tielemans, Andrey Santos e Carlos Baleba.

A preoccupare è soprattutto la fase difensiva: lo United ha subito 10 gol nelle prime 6 uscite della stagione. Questo è il problema principale riscontrato dal Manchester in questo avvio, ma non l’unico. Fra i problemi sottolineati dai media inglesi c’è anche quello relativo alla posizione di terzino sinistro, là dove Carrick non ha trovato una soluzione valida.

L’infortunio di Luke Shaw, unico, vero interprete naturale del ruolo, ha complicato i piani del tecnico. Patrick Dorgu non è un esterno da difesa a quattro. Carrick ha provato Noussair Mazraoui, ma il marocchino è più adatto a giocare a destra.

I problemi però non sono soltanto dietro, ma anche davanti dove, come riportato da Opta, lo United ha sì provato 84 tiri (più di ogni altra squadra di Premier) e ha sì prodotto un dato complessivo di 8.3 expected goals (inferiore solo ai 10.2 xG del Brighton), segnando però meno di quanto avrebbe dovuto (6 gol).

Tutti ciò mette davvero in pericolo la panchina di Carrick? Calma. È vero che la INEOS (che gestisce la direzione tecnica del club) non è stata molto paziente con i suoi predecessori Erik ten Hag e Amorim e che, nel calcio, non esiste la parola tempo, ma è pur vero che l’analisi delle partite ci dice che d’accordo, Carrick ha sbagliato qualcosa (ad esempio non riuscendo a trarre vantaggio dall’espulsione di Phil Foden contro il City), ma se il Manchester avesse avuto un paio di punti in più, non ci sarebbe stato nulla di scandaloso.

A ciò si aggiunga il fatto che la squadra non può ancora contare appieno su Benjamin Šeško, da poco rientrato dall’infortunio. Alcuni elementi come Matheus Cunha or Bryan Mbeumo devo alzare il livello delle loro prestazioni e tutti e i membri del quartetto offensivo devono lavorare meglio senza palla.

Il calendario poi non è stato favorevole. L’Hull è la rivelazione di questo inizio di stagione, mentre giocare contro l’Everton di David Moyes è sempre complicato. Il City poi è il City. La sensazione quindi è che sia necessario aspettare che Carrick riesca a trovare la quadra.

Intanto sono stati fatti dei passi avanti in mediana, dove il tecnico pare aver battezzato la coppia formata da Kobbie Mainoo e Tielemans come quella maggiormente in grado di supportare Bruno Fernandes, Marcus Rashford, Mbeumo e Cunha.

Non dare almeno un altro po’ di tempo a Carrick rischierebbe di veder bruciato l’ennesimo progetto tecnico che lo United ha provato a costruire da quando si è ritirato Alex Ferguson.

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