Team report

Come sta giocando il Southampton

Ne è passato di tempo da quando il Southampton veniva sconfitto due volte 9-0, prima dal Leicester City (2019-20) e successivamente dal Manchester United (2020-21). In questi ultimi due anni, la squadra allenata daRalph Hasenhüttlha trovato una sua identità tecnica e tattica.  

Per quanto riguarda il primo punto, i Saints sono diventati (o forse sarebbe meglio dire sono tornati ad essere vista la storia della loro academy) un club che lavora molto sui giovani, preparandoli poi per fare quel salto di qualità che, al momento della loro cessione, consente alla società di mantenere un bilancio attivo. Questo è stato ad esempio il caso dei vari Danny Ings, Jannik Vestergaard e Ryan Bertrand.

Al loro posto, il club di proprietà del businessman cinese Gao Jisheng ha investito su altri giovani o su giocatori da rilanciare.

Così ad esempio è avvenuto con Tino Livramento (il quale, a £5m di costo proveniente dal Chelsea, è attualmente considerato fra i candidati per il premio di acquisto dell’anno) o col prestito (sempre dal Chelsea) di Armando Broja o, ancora, con Mohammed Salisu, arrivato due stagioni fa dal Real Valladolid.

Accanto a questi, come detto, si collocano giocatori che Hasenhüttl sta sviluppando o rilanciando come il talento di casa James Ward-Prowse, l’attaccante Ché Adams, il portiere Fraser Forster o il terzino Kyle Walker-Peters, spostato da destra a sinistra dopo l’arrivo di Livramento.

Dal punto di vista tattico, Hasenhüttl è un discepolo di Rangnick. Così non ha sorpreso vedere installato al St Mary’s quel sistema 4-2-2-2 che il tecnico tedesco ha invece dovuto abbandonare allo United.

Il posizionamento medio dei Saints nella sfida al Norwich, con i terzini molto alti e i due trequartisti centrali a supporto degli attaccanti.

Contrariamente a quanto accaduto di recente ad Old Trafford, al Southampton gli attaccanti e l’intera squadra non hanno difficoltà a mettere in pratica i principi di calcio aggressivo e iper-verticale proposti dall’allenatore austriaco.

Certo, quella è solo la base di partenza (‹‹abbiamo variabili tattiche. Non abbiamo solo il 4-2-2-2; siamo molto flessibili›› dice Hasenhüttl) ma, in generale, rimane una buona via per analizzare i comportamenti dei Saints, rispetto ai quali lo stesso allenatore ha dichiarato che si possono notare ‹‹molti automatismi››.

In una vecchia intervista del 2019, il 54enne nativo di Graz aveva dichiarato che  il centro del suo lavoro è imperniato sul lavoro contro la palla, cioè in non possesso.

In questo senso, pressing e gegenpressing sono parte fondamentale della filosofia di gioco dell’allenatore del Southampton.

 
Nel video montato con VideoMatch di Sics alcune situazioni recenti del gegenpressing del Southampton.

Per far lavorare questo approccio le sedute di allenamento di Hasenhüttl sono orientate a mantenere la squadra sempre attiva in entrambe le fasi di gioco e a cercare dei pressing triggers per far scattare la pressione.

Uno di questi può essere la palla alta, che concede tempo alla squadra per salire e accorciare nella zona di caduta in modo da essere pronta poi ad aggredire il portatore.

‹‹Se lo facciamo insieme e abbiamo le giuste distanze fra i giocatori, abbiamo una grande possibilità di conquistare palla in zone dove abbiamo un sovraccarico di giocatori›› ha spiegato Hasenhüttl nella già citata intervista.

Questo atteggiamento spiega anche come mai la squadra dell’Hampshire abbia finora registrato una percentuale piuttosto bassa (76.6%) di precisione nei passaggi.

Ai Saints non interessa il controllo del pallone come strumento per controllare la partita, preferendo invece rischiare delle giocate verticali a più alta possibilità di non riuscita ma che consentono loro, in caso di perdita (con 16.8 il dato di palloni persi a partita è il terzo del campionato inglese), di poter aggredire in zone più avanzate di campo.

Il tempo medio di durata di un’azione d’attacco (7.7) e il numero di passaggi per sequenza offensiva (2.86), collocano la squadra al sestultimo posto in queste classifiche, a conferma della sua verticalità.

Grafico @OptaAnalyst.

L’aggressività difensiva del Southampton è confermata dal dato PPDA (11.53), fra i più bassi della Premier; dalla media contrasti a partita (19.1), seconda solo a quella del Leeds (19.5); dal numero di pressioni provate nella trequarti offensiva (37.7 p/90), terzo dato del torneo.

Quando detto finora delinea bene le caratteristiche di una compagine che Ralph Hasenhüttl ha trasformato in una delle più produttive nel campionato inglese.

(dati soccerment, fbref.it, whoscored.com).

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