Cosa non è andato nel Genoa di Andreazzoli

E così, con uno scarno comunicato stampa, giunge a termine (definitivamente?) l’avventura di Aurelio Andreazzoli sulla panchina del Genoa. Toccherà ora a Thiago Motta cercare di risollevare le sorti di un Grifone sprofondato al penultimo posto in classifica con appena 5 punti conquistati nelle prime otto gare della stagione.

Se si considera il fatto che i rossoblù avevano aperto il torneo 2019/20 con un pareggio (3-3) in trasferta con la Roma e con una vittoria casalinga (2-1) ai danni della Fiorentina, possiamo notare ancora meglio il tracollo di una squadra che ha conquistato soltanto un punto nelle successive sei partite.

La media punti dell’ex allenatore dell’Empoli (0.62) è la terza peggiore fra quelle dei tecnici avvicendatisi sulla tolda di comando del Grifone negli ultimi campionati avendo Andreazzoli fatto meglio soltanto dello Juric 2017/18 (0.5) e 2018/19 (0.42).

Il 65enne allenatore massese si era approcciato all’esperienza genoana cercando di riproporre in qualche modo il calcio fatto vedere ad Empoli. Sulla carta, l’idea era quella di creare una fase di costruzione e di secondo possesso piuttosto schematizzate, che prevedessero maggiore o minore complessità in funzione dell’avversario e della situazione, per preparare poi una fase di rifinitura affidata alla capacità dei giocatori di mettere in pratica quei principi della fase offensiva sui quali il tecnico lavora costantemente. Questo è stato il gioco messo in mostra da Andreazzoli nella scorsa stagione e del quale ha anche parlato recentemente.

Tutto ciò ha portato ad un Genoa che, in fase offensiva, ha avuto una produzione bassa ma comunque accettabile, tanto in termini di gol attesi (9 npxG) che di reti effettivamente realizzate (9, meglio di altre sei squadre). Al netto della necessità di migliorare questo aspetto, i problemi maggiori riscontrati dai rossoblù nella gestione Andreazzoli sono stati quelli in fase difensiva.

Il Genoa infatti è attualmente la peggior difesa del campionato per quanto riguarda le reti concesse (20) e la penultima per xGA (15.12). Accanto a questi dati ce ne sono altri che testimoniano le difficoltà sulle quali si è arenato il progetto tecnico del Genoa in questa prima parte di stagione.

Il dato dei passed allowed per defensive action (PPDA), cioè il rapporto tra il numero di passaggi effettuati dalla squadra in possesso e il numero di azioni difensive effettuate dalla squadra difendente, vede il Genoa di Andreazzoli al nono posto con un dato (9.51) che rende l’idea della una volontà di andare a pressare alto.

Tuttavia, confrontando questo indice con quello relativo alla facilità con cui una squadra concede la transizione offensiva ai rivali, ottenuto calcolando il rapporto fra xG concessi su azione di contropiede e quelli concessi invece in azione di gioco aperto, il dato del Genoa risulta essere il secondo peggiore della serie A.

counter-attacks allowed

Il grafico @Tacticsplatform relativo ai problemi dell squadre di serie A in transizione difensiva negli ultimi campionati.

Annotiamo poi un altro dato vale a dire quello relativo al gegenpressing. Come si vede dalla tabella seguente, il Genoa è stata una delle compagini meno efficaci in azione di contropressing.

Screenshot_1

Il contropressing nelle ultime stagioni, secondo @Tacticsplatform.

I dati raccolti danno il quadro di una squadra che ha cercato di difendere in avanti come concetto ma che ha avuto difficoltà nel riguadagnare il possesso una volta persa palla nella metà campo opposta e che, in generale, ha concesso troppo campo alle proprie spalle ogniqualvolta si è trovata a perdere il controllo del pallone a seguito di un’azione difensiva della squadra avversaria.

Una transizione gestita male ha portato al primo gol di Kucka nella sconfitta che ha portato poi all’allontanamento di Andreazzoli.

Vedremo se Thiago Motta riuscirà a garantire un miglior bilanciamento difensivo alla compagine rossoblù. Per l’ex nazionale azzurro si tratta di un ritorno, avendo già vestito i colori del Genoa come giocatore nel 2008/09, all’epoca della gestione Gasperini. Per Motta quella con il Grifone sarà anche la prima panchina su una squadra maggiore dopo l’esperienza con l’U19 del Paris Saint-Germain.

Il calcio al quale l’italo-brasiliano è associato è prettamente offensivo. Molto clamore ha fatto a suo tempo un’intervista rilasciata dallo stesso Motta alla Gazzetta, nella quale il tecnico parlava di un sistema 2-7-2. In realtà, come è stato scritto e ribadito anche sui social, il 2-7-2 va letto orizzontalmente, rivelandosi un 4-3-3/4-2-3-1/4-4-2, anche se certamente interpretato in chiave moderna.

Screenshot_2

Angelo A. Pisani spiega l’equivoco del 2-7-2 di Thiago Motta.

Come detto, è però la fase difensiva quella sulla quale il nuovo allenatore del Grifone dovrà lavorare di più per cercare di tirare il Genoa fuori dalle secche di una classifica che, in questo momento, non è certamente quella che società e tifosi si aspettavano in estate.

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