Qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo…

Il Bologna si appresta ad affrontare la stagione 2019/20 con la speranza di ripartire da quanto di buono mostrato nella seconda parte dello scorso campionato.

Con Sinisa Mihajlovic momentaneamente ai box, il compito di plasmare la squadra secondo i dettami del tecnico serbo spetta al resto dello staff tecnico, in particolare ai collaboratori Tanjga e De Leo.

Il punto di partenza, come detto, è il 4-3-3 fluido che Mihajlovic ha installato dopo aver ereditato la squadra da Filippo Inzaghi.  Sotto la guida dell’ex allenatore del Torino, il Bologna passò dal giocare un calcio fortemente reattivo e verticale ad uno maggiormente proattivo, tanto in fase di possesso che in quella difensiva, con un baricentro più alto.

In fase offensiva, in questa preseason come nello scorso torneo, i rossoblù sviluppano un 3-4-2-1 nel quale un interno di centrocampo e l’esterno offensivo di sinistra si alzano alle spalle della prima punta, lasciando le corsie laterali al terzino sinistro in avanzamento e all’ala destra.

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La disposizione offensiva del Bologna con Tomiyasu che resta stretto ai due centrali e con Dijks e Orsolini a garantire ampiezza.

In questo senso, fondamentale è stata la conferma di Sansone, Soriano e Orsolini, i giocatori deputati, rispettivamente, ad occupare i mezzi spazi e la corsia di destra durante la fase offensiva rossoblù.

La difesa a tre, in fase di costruzione, viene a costituirsi attraverso il movimento del terzino destro che rimane vicino ai difensori centrali.

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La costruzione a tre del Bologna in coppa Italia a Pisa.

Durante questo precampionato si è però vista una soluzione nuova in questa situazione. Infatti, per ovviare al pressing ultra-offensivo avversario, spesso il centrale della linea a tre si alza assumendo una posizione avanzata rispetto ai compagni di reparto. In questo modo si viene a creare in costruzione un rombo completato dal portiere come vertice basso.

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La soluzione col rombo, col centrale Bani come vertice alto e Skorupski come vertice basso.

Così facendo, il Bologna attira il pressing rivale avendo a disposizione un giocatore in situazione di superiorità posizionale rispetto alla prima linea di pressione avversaria e mantenendo una possibilità di scarico nel proprio no.1. Quest’ultimo, in caso di impossibilità a costruire da dietro, può calciare la palla lunga verso gli esterni di centrocampo o direttamente verso i riferimenti più avanzati.

Una clip esplicativa della fase offensiva rossoblù: costruzione da dietro alla quale fa seguito una combinazione fra esterno, mezzala e attaccante per arrivare al cross con centrocampisti a riorchio.

Ovviamente, per valutare al meglio la fase di costruzione del Bologna 2.0 di Mihajlovic sarà necessario aspettare la fine di un mercato che vede i rossoblù impegnati soprattutto a infoltire il centrocampo. In mezzo infatti è partito Pulgar, la scorsa stagione uno degli elementi cardine nel gioco dei felsinei.

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I dati di Pulgar confrontati con i pari ruolo nell’elaborazione @Soccerment_Blog

A questa partenza si aggiunge quella di Donsah, che lascia Bologna dopo cinque stagioni per approdare in Belgio al Cercle Brugge. I nomi in ballo sono molti, da quello del colombiano Cuellar all’argentino Dominguez. Vedremo chi arriverà e come si inserirà nel meccanismo di costruzione previsto da Mihajlovic e dal suo staff per questo campionato.

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