Oh diamond

Una squadra ricca di talento ma il cui allenatore non ha ancora risolto i dubbi tattici che si porta dietro. Questa, in sintesi, è la Francia che si presenta al mondiale con l’obiettivo di arrivare fino in fondo.

Karim Benzema, Alexandre Lacazette, Kingsley Coman, Laurent Koscielny, Adrien Rabiot, Dimitri Payet, Anthony Martial…questo l’elenco di alcuni dei giocatori che, per un motivo o per l’altro, non prenderanno parte a Russia 2018, a riprova della profondità di cui gode Didier Deschamps. Eppure, per tutto il periodo pre-mondiale, dalla partita con l’Italia (2-1) a quella con gli Stati Uniti (1-1), la Francia ha dimostrato di avere ancora qualche problema, soprattutto a centrocampo e nella trequarti avversaria, con un attacco posizionale generalmente poco fluido e una manovra offensiva spesso ingolfata. Costruita sulla carta per giocare col 4-3-3, ultimamente Deschamps ha optato per un 4-3-1-2 che ha mostrato la tendenza a cristallizzare la manovra offensiva nella corsia centrale.

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La pass map di @Ben8t relativa alla partita amichevole disputata contro l’Italia.

Per quanto riguarda proprio il centrocampo, nell’ultima partita amichevole contro gli americani il tecnico transalpino ha schierato N’Golo Kanté davanti alla difesa con Corentin Tolisso e Paul Pogba interni. La prestazione dell’ex juventino è stata incoraggiante dopo una stagione altalenante nel Manchester United ed una prova opaca contro l’Italia. Contro gli Usa, infatti, Pogba ha fornito una prestazione di livello coincisa, forse non a caso, con il fatto di essere stato utilizzato come intermedio di sinistra. La presenza di Tolisso ha poi giovato ulteriormente all’ex bianconero, con il centrocampista del Bayern che ha contribuito a velocizzare la manovra della squadra francese con la sua pulizia nel tocco.

Resta da vedere come Deschamps disporrà il centrocampo per l’esordio mondiale contro l’Australia. L’allenatore dei Blues rinuncerà a Blaise Matuidi? Il centrocampista della Juventus garantisce quantità e permetterebbe all’esterno basso Benjamin Mendy di potersi alzare a dare ampiezza e profondità sulla fascia sinistra. Di contro, la scelta di Matuidi al posto di Tolisso, con Pogba spostato sul centrodestra, toglie qualcosa alla Francia in termini di qualità offensiva.

Ma il dubbio più grande al quale deve trovare soluzione Deschamps è probabilmente quello che riguarda l’attacco. Sia contro l’Irlanda (2-0) che nelle partite con Italia e Stati Uniti si è notato l’isolamento nel quale si è trovato Olivier Giroud che, nella partita con gli statunitensi, ha toccato appena 14 palloni giocando con Antoine Griezmann e Kylian Mbappé. L’attaccante dell’Atletico Madrid, schierato da no.10, ha trovato il suo centravanti soltanto tre volte. Inoltre, anche se Griezmann e Mbappé si sono cercati maggiormente, tutti e tre i riferimenti offensivi hanno finito per occupare la stessa porzione di campo, imbottigliandosi centralmente.

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Il commento de @lequipe al posizionamento medio dei giocatori transalpini nella partita contro gli USA.

Tutto questo comporta per la Francia la necessità di coordinare meglio i movimenti dei tre attaccanti e anche di far recuperare quanto prima la condizione a Mendy e Djibril Sidibé perché a loro e agli interni di centrocampo, con questo sistema di gioco, tocca il compito di garantire ampiezza alla squadra. Per quanto riguarda poi la fase di non possesso, il lavoro difensivo del trio d’attacco è stato insufficiente.

Tutte queste situazioni dovranno far riflettere Deschamps, che potrebbe virare verso il 4-3-3, magari con Ousmane Dembélé esterno e con Mbappé centravanti o verso un 4-2-3-1 che permetterebbe ai transalpini di utilizzare quattro riferimenti offensivi, magari inserendo anche Thomas Lemar.

Come si vede, nonostante l’enorme potenziale tecnico a disposizione, la Francia si avvicina al mondiale con ancora alcune incertezze che Deschamps dovrà risolvere velocemente. Con Zinedine Zidane libero, il commissario tecnico francese avrà bisogno di vedere la propria squadra disputare un ottimo torneo per conservare il suo posto sulla panchina della nazionale.

 

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