Le chiavi di Verona – Chievo

Verona e Chievo si presentano alla stracittadina per quello che potrebbe essere, a termini di classifica, il derby più importante fra quelli disputati dalle due squadre nella massima serie. Infatti, sia la squadra di Pecchia che quella di Maran sono invischiate nella lotta per non retrocedere e chi dovesse incorrere in un risultato negativo renderebbe ancora più precaria la propria situazione di classifica.

Per quanto riguarda gli uomini di Pecchia, il Verona che si presentò al derby di andata venendo sconfitto 3-2 era una compagine totalmente diversa da quella che scenderà in campo nell’anticipo del sabato sera, sia in termini di uomini che di contesto tattico.

Dal punto di vista dei giocatori non ci sono più Martin Caceres in difesa, Daniel Bessa a centrocampo e Giampaolo Pazzini in attacco. Il 4-3-3, modulo base della cavalcata che al termine della scorsa stagione ha riportato gli scaligeri in Serie A è stato abbandonato a favore di un 4-4-2/4-2-4 nel quale è richiesta alta intensità ai quattro riferimenti offensivi per un continuo movimento e scambio di posizioni.

I cambi nel sistema e negli sviluppi tattici ha in parte migliorato le prestazioni del Verona, anche se i risultati sono rimasti sempre altalenanti. In fase di costruzione Pecchia ha adottato un gioco meno elaborato rispetto ai desiderata del tecnico e a quanto da lui provato ad inizio campionato, quando ad esempio i gialloblù si appoggiavano al portiere Nícolas per far salire la palla da dietro, una situazione che non vedeva a proprio agio il brasiliano.

Ora invece l’imput è quello della ricerca immediata della profondità, in particolare verso Petkovic del quale si cercano di sfruttare le doti nel gioco aereo per andare poi alla conquista della seconda palla nella metà campo offensiva.

Pecchia nel derby potrebbe riproporre a metà campo Simone Calvano, autore di una buona prova contro il Torino.

Il gioco verticale proposto da Pecchia ha reso più pericoloso il Verona come dimostra la quattordicesima posizione della squadra in termini di expected goals (xG) con 26.64. A questa maggior pericolosità offensiva non si è però accompagnata precisione nel momento risolutivo dato che il Verona ha un underperforming di 2.64 nel rapporto fra i gol potenziali e quelli effettivamente segnati (24).

Dall’altra parte della città la situazione non è più rosea. Il Chievo infatti è in crisi, come ha confermato la sconfitta di Firenze: tolta la vittoria contro il Cagliari nel turno precedente la trasferta al Franchi, i gialloblù non vincevano da novembre quando superarono la SPAL.

A preoccupare ulteriormente i tifosi c’è stata la netta involuzione palesata dalla squadra di Rolando Maran. La fase difensiva, che è sempre stata uno dei punti di forza dei clivensi, è ora invece un punto debole del Chievo. I gialloblu hanno concesso finora 43 gol subendo più reti delle occasioni concesse se si confronta il dato dei gol presi con quello (37.23) degli expected goals against (xGA). Che il Chievo non difenda bene è confermato da un altro dato, quello relativo ai tiri concessi a partita (16.3) che fa della squadra di Maran la penultima squadra della massima serie, davanti solo ai cugini del Verona (19.2). Il passaggio al 3-5-2 visto contro Atalanta e Juventus non ha pagato né in termini difensivi, con il Chievo che ha subito tre reti concedendo ben 41 tiri nelle due partite, né in fase offensiva dato che i clivensi hanno tirato solo una volta in porta.

Senza palla, il Chievo è squadra che difende tendenzialmente bassa, cercando di fare densità in zona centrale. Il gioco di Maran si fonda sul controllo dello spazio, chiudendo le linee fra difesa e centrocampo, prestando però attenzione anche alla posizione degli avversari in zona palla.

Il sistema di riferimento 4-3-1-2 lascia spazi sugli esterni ed è lì che il Verona dovrebbe impostare la partita. Cercando di sfruttare le catene esterne la squadra di Pecchia dovrà essere anche rapida nei cambi di gioco in modo da attaccare il Chievo sul suo lato debole.

In fase offensiva, il Chievo non punta al controllo del pallone (47% di possesso palla medio) quanto alla ricerca della profondità. In campo contrario il Chievo non ha un tipo di gioco particolarmente elaborato, puntando invece alla ricerca delle zone esterne dalle quali far partire i cross (22 di media a partita) per sfruttare l’abilità nel gioco aereo dei propri attaccanti.

In un gioco così monotematico l’imprevedibilità viene garantita da Birsa, il cui recupero consente a Maran di avere a disposizione un trequarti dall’elevato tasso tecnico in grado di creare pericolo nella zona compresa fra le linee di difesa e centrocampo del Verona, tradizionalmente un punto debole nel 4-4-2.

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Anche a causa dell’assenza di Birsa,  il Chievo non è mai stato veramente pericoloso a Firenze come si evince dal dato degli xG fornito da understat.com.

Proprio alla fase difensiva, come detto uno dei punti deboli della squadra di Pecchia, dovrà fare particolare attenzione il Verona. L’ex vice di Benítez dovrà chiedere alla sua squadra di garantire compattezza verticale e orizzontale in fase difensiva. Gli esterni offensivi dovranno offrire supporto in fase di non possesso così come gli interni di centrocampo dovranno essere in grado di darsi copertura reciproca per coprire Birsa.

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