¡Se queda! 

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‹‹Ho detto sei mesi fa, quando tutti i club ci accusavano di aver fatto qualcosa di sbagliato, che cosa andrà a succedere se veniamo retrocessi – resterò qui››. Con queste parole, rilasciate alla vigilia della sfida col Tottenham, Guardiola ha ribadito la sua ferma volontà di continuare ad essere l’allenatore del Manchester City, indipendentemente da quello che sarà l’esito delle indagini relative agli oltre cento capi d’accusa mossi dalla Premier contro il club per violazione delle regole finanziarie.

Una volontà ribadita con la sottoscrizione, da parte del catalano, di un prolungamento del contratto in scadenza il prossimo giugno per altre due stagioni. Il nuovo accordo lega dunque Guardiola al City fino all’estate 2027 e senza clausole rescissorie in caso di retrocessione giuridica in Championship.

Il cinquantatreenne ex allenatore di Barcellona e Bayern non si è lasciato intimorire da questa prospettiva e nemmeno dal fatto che, il prossimo giugno, terminerà l’esperienza al City del suo amico Txiki Begiristain, director of football, che sarà rimpiazzato dal portoghese Hugo Viana. Al termine del nuovo contratto, Guardiola avrà passato più di dieci stagioni all’Etihad. Un grande risultato per una Premier non più abituata ad allenatori che restano così a lungo con una squadra.

Al di là del fatto che i Citizens, l’anno prossimo, dovranno verosimilmente aprire un nuovo ciclo (di questo parliamo nella newsletter)  e che attualmente sono più pressanti i problemi di campo,  l’aspetto per noi più interessante è che questo nuovo contratto allontana ulteriormente la possibilità di vedere Guardiola nel campionato italiano. E chissà se mai questo accadrà. 

Sono passati i tempi in cui i migliori giocatori e i migliori allenatori del mondo passavano dalle nostre parti. Ad oggi infatti nemmeno le nostre grandi possono permettersi di ingaggiare Guardiola. E questo non tanto dal punto dii vista del pur dispendioso contratto che dovrebbe essere elargito al catalano e al suo nutrito staff di assistenti, quanto invece perché nessuna delle nostre società sarebbe in grado di accontentare le richieste di Guardiola in sede di costruzione della squadra.

In queste nove stagioni da quando è arrivato in Inghilterra infatti Guardiola ha fatto spendere al City sul mercato oltre un miliardo di euro. Quale club italiano potrebbe anche solo pensare di avvicinarsi oggi a queste cifre? Nessuno.

C’è poi un altro fattore da considerare. ‹‹Preferisco andare in vacanza in Italia piuttosto che da allenatore›› ha dichiarato una volta Guardiola. Questa affermazione probabilmente riguarda non soltanto la difficoltà nel rendere competitiva per la vittoria in Champions una società del nostro Paese, con l’attuale congiuntura economica, ma anche il fatto che la vita di un allenatore in Italia è tutt’altro che tranquilla.

Di certo è più stressante di quella che Guardiola vive attualmente in Inghilterra. La pressione per portare ai vertici un club italiano sarebbe enorme per un tecnico che verrebbe accolto come un messia dalla tifoseria e atteso con i fucili spianati da parte di una critica italiana sempre pronta a puntare il dito contro tecnici portatori di idee nuove, specie se stranieri.

Detto questo e rimanendo nel campo dell’assurdo, per puro esercizio stilistico, l’unica big dove Guardiola sarebbe potuto atterrare se avesse deciso di interrompere la prossima estate l’avventura al City e se, contestualmente, avesse scelto di andare contro se stesso e tornare in Italia da allenatore, sarebbe verosimilmente stata una fra Milan e Roma.

Inter e Juve infatti (gli altri due approdi ipotetici) sono legati a progetti tecnici consolidati da tempo (Inzaghi) o appena iniziati (Thiago Motta).

Sarebbe stato interessante vedere Guardiola alle prese con RedBird o con la famiglia Friedkin. Cosa avrebbe fatto poi il catalano con alcuni giocatori del Milan? Avrebbe chiesto la cessione di Rafa Leão o lo avrebbe fatto finalmente esplodere? Di certo avrebbe preteso un upgrade nella posizione di terzino destro e, probabilmente, avrebbe provato a utilizzare molte delle mezzali a disposizione attualmente di Paulo Fonseca. Mike Maignan poi è un portiere che piace a Guardiola, tanto è vero che si è parlato del francese come sostituto di Ederson in caso di partenza del brasiliano.

Un ritorno di Guardiola alla Roma, dopo la breve esperienza di tanti anni fa da giocatore, avrebbe anche un che di romantico. Guardiola con Paulo Dybala falso nueve alla Lionel Messi e con Tommaso Baldanzi e Matías Soulé a ridosso? Si è visto di peggio in campo. A centrocampo inoltre difficilmente Pep riproporrebbe Bryan Cristante come regista.

Chissà, magari un domani riusciremo davvero a vedere Guardiola in Italia, forse dopo un’esperienza con qualche nazionale. Ad oggi l’arrivo di Pep da noi resta tuttavia un sogno. E i sogni, si sa, muoiono all’alba.

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