Durante la sua prima esperienza come commissario tecnico dell’Olanda (fra il 2018 e il 2020) Ronald Koeman optò per schierare gli Oranje col 3-5-2, associando Memphis Depay a Quincy Promes o Ryan Babel in prima linea. Successivamente, l’ex centrale difensivo del Barcellona di Johan Cruyff decise di passare al 4-2-3-1 con Depay riferimento più avanzato e con Gino Wijnaldum ad agire alle sue spalle da No.10.
Entrambe le soluzioni funzionarono, tanto è vero che Depay chiuse il primo ciclo con Koeman con 11 reti in 18 partite, continuando poi a segnare anche sotto Louis van Gaal quando quest’ultimo prese le redini della nazionale per il suo terzo mandato (nel 2021, dopo l’era di Frank de Boer).
Nato come esterno d’attacco, Depay sembrava quindi aver completato positivamente la sua trasformazione in un No.9. Tuttavia, le sue prestazioni altalenanti con l’Olanda durante questi campionati europei hanno rilanciato il dibattito circa la sua titolarità, soprattutto alla luce della presenza in rosa di Wout Weghorst.
Oltre a rappresentare ormai una figura iconica per la tifoseria oranje, l’attaccante del Burnley è risultato decisivo sia nella sfida contro la Polonia nella fase a gironi (segnando il gol vittoria) sia negli ottavi di finale contro la Turchia. In questa seconda circostanza infatti Koeman è ricorso alla sua arma tattica prima del previsto, mandando in campo Weghorst all’inizio della ripresa.
Questa sostituzione, unita ad un atteggiamento sempre più remissivo da parte della Turchia (che difendeva molto in basso col suo 5-2-3) ha permesso agli olandesi di aumentare la loro pericolosità potendo contare, da quel momento in poi, anche sulle qualità nel gioco aereo offerte dai 197cm dell’attaccante.
L’impatto avuto da Weghorst sulla partita è stato rilevante e questo sia dal punto di vista della presenza in area avversaria sia da quello della capacità di associarsi con i compagni. Non a caso, l’azione che porta all’autogol di Mert Müldür (decisivo per il risultato finale) nasce da una sponda di Weghorst lavorata poi da Tijjani Reijnders e Denzel Dumfries. E come dimenticare l’assist fornito a Depay contro l’Austria, pochi minuti dopo l’ingresso sul terreno di gioco?

Con Wout in campo al posto di Steven Bergwijn, Koeman poteva riposizionare Xavi Simons, avere più peso centralmente nel 3-2-5 con cui gli olandesi andavano a sviluppare e consentire maggior libertà di movimento a Depay e Cody Gakpo, con la difesa turca che ora aveva una nuova minaccia della quale doversi occupare. Weghorst alla fine non ha toccato molti palloni (9 secondo quanto riportato da The Athletic) ma la sua presenza in campo è stata fondamentale per orchestrare la rimonta della sua squadra.
In più, la Turchia ha adottato la stessa strategia difensiva vista all’opera nelle precedenti gare, preoccupandosi di coprire le zone centrai del campo e lasciando così libere le corsie laterali. Stavolta però in area di rigore non c’era un falso nueve, ma un attaccante di stazza come Weghorst, pronto a raccogliere e smistare gli inviti dei compagni.

In questo senso, in un torneo che ha visto in difficoltà molti attaccanti centrali (Harry Kane, Gianluca Scamacca, Kai Havertz, Romelu Lukaku), esaltandone altri (Niclas Füllkrug, Michael Gregoritsch) Weghorst va a iscriversi nella lista di coloro che non hanno deluso le attese, mettendosi in evidenza come centravanti di stampo tradizionale, in scia ai vari Marco van Basten, John Bosman. Ruud van Nistelrooij (pur con qualità nettamente inferiore a questi tre), Jan Vennegoor of Hesselink, Pierre van Hooijdonk, Jimmy Floyd Hasselbaink e Klaas-Jan Huntelaar.
A questo punto, dopo aver sistemato il centrocampo (con l’assenza di Frenkie de Jong a cui si è sopperito egregiamente collocando Reijnders in mezzo) Koeman deve decidere con che tipo di attacco partire nella sfida di semifinale con l’Inghilterra.
Depay, reduce da una stagione difficile all’Atlético Madrid a causa degli infortuni, non ha finora mantenuto le attese, venendo meno anche a quel lavoro associativo che gli veniva chiesto di svolgere agendo da riferimento più avanzato. Contro la Francia ad esempio (l’avversario di maggior caratura affrontato finora dall’Olanda) Depay ha perso 9 palloni su 28 toccati.
La stella della squadra in questo momento è Gakpo, autore di tre reti. Una delle soluzioni maggiormente ricercate dagli olandesi è proprio l’uno contro uno in fascia del loro numero 11. Mantenendo il giocatore del Liverpool sul lato sinistro del fronte offensivo (dal quale può tagliare verso il centro per utilizzare il suo destro) Koeman potrebbe optare per allargare Xavi Simon e giocare con Depay a ridosso di Weghorst fin dal primo minuto.
Le qualità nel gioco aereo dell’ex attaccante del Manchester United (dove ha giocato in prestito) potrebbero rivelarsi particolarmente utili anche per superare un eventuale atteggiamento aggressivo degli inglesi e, comunque, sarebbe funzionale per impegnare i centrali della squadra di Gareth Southgate. Con Weghorst in campo inoltre l’Olanda può sfruttare i cross che Dumfries, Simons e Depay sono in grado di recapitare dentro gli ultimi sedici etri di campo.
Con questo schieramento, che escluderebbe dall’undici titolare Bergwijn, l’Olanda assumerebbe un atteggiamento più spregiudicato, ma l’equilibrio sarebbe mantenuto anche grazie al sacrificio difensivo che Weghorst è solito mettere in campo.
Anche se la sua carriera a livello di club non è mai decollata del tutto (solo 7 reti lo scorso campionato in prestito all’Hoffenheim) Weghorst si ripropone prepotentemente in nazionale, dove sembra vivere un’altra vita. Dalla doppietta realizzata contro l’Argentina in Qatar non sembra poi passato molto.
Se non da titolare, Koeman comunque ricorrerà ancora al suo attaccante di scorta anche contro l’Inghilterra, qualora le cose non andassero secondo le aspettative del tecnico olandese.

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