Secondo quanto riportato dalla stampa nazionale, il casting per diventare il nuovo allenatore del Napoli sarebbe (ri)cominciato. Il presidente del club partenopeo, Aurelio De Laurentiis, non sarebbe infatti rimasto soddisfatto (eufemismo) dall’inizio di stagione dei suoi e addossa tutte le responsabilità a Rudi Garcia.
Il francese, scelto direttamente dal presidente azzurro, pagherebbe i cattivi risultati della sua gestione e anche i rapporti ormai incrinati con parte dello spogliatoio.
Sotto il primo aspetto, il Napoli vittorioso a Lecce (0-4) sembrava aver rimesso la barra a dritta anche a livello di gioco. In Puglia infatti si è visto il Napoli di questa stagione più simile a quello dello scorso campionato.
La prestazione macinata in Salento è stata però illusoria. Se la sconfitta contro il Real Madrid in Champions era nell’ordine delle cose (per di più arrivata dopo un buon secondo tempo da parte dei partenopei) il tracollo interno contro la Fiorentina di Vincenzo Italiano ha riportato le cose al punto di partenza, vale a dire ad un inizio di stagione stentato sia dal punto di vista del gioco che dei risultati.
Il Napoli visto contro la Viola è stato battuto sotto tutti i punti di vista e Garcia ha nettamente perso la sfida tattica contro Italiano, allenatore fra l’altro che De Laurentiis avrebbe voluto a Napoli al posto di Spalletti, salvo poi recedere dai suoi propositi per non urtare i buoni rapporti che intrattiene con Rocco Commisso, proprietario della Fiorentina.
Ma quali sono i mali che affliggono gli azzurri? Per quanto riguarda il gioco, il modello misto posizionale/funzionale messo in piedi da Spalletti è sparito. La squadra registra un possesso medio di tre punti percentuale inferiore rispetto a quello dell’anno scorso e ha perso fluidità in una manovra offensiva ora più frenetica, improntata alla ricerca immediata e spasmodica della profondità per Victor Osimhen.
Stanislav Lobotka è involuto mentre Kvara Kvaratskhelia, pur toccando più palloni dell’anno scorso sulla trequarti d’attacco (35.7 p/90 contro i 34.9 di una stagione fa), è troppo isolato rispetto dal resto dei compagni e non riesce ad accendersi.
Ci sono poi i malumori dei giocatori. Quelli evidenziati dallo stesso georgiano al momento dei cambi (frequenti anche con Spalletti, ma mai subiti polemicamente), quelli di Mario Rui (manifestati dal suo procuratore), di Matteo Politano…
In questa situazione, è prassi che comincino a circolare i nomi dei potenziali sostituti di Garcia. Fra questi i vari Igor Tudor, Christophe Galtier, Marcelino…addirittura Marco Giampaolo.
A questi nomi si è aggiunto quello di Antonio Conte. Il tecnico pugliese è già subentrato nella sua ultima esperienza col Tottenham. La parabola è stata quella di un iniziale, rapido successo, seguito poi da un lento declino. L’ex tecnico di Juventus e Inter darebbe sicuramente una scossa, ma resterebbe da valutare il suo impatto sul medio e lungo termine. Soprattutto, al di là degli aspetti caratteriali di un tecnico che è abituato a pretendere sempre il cento per cento dal gruppo, Conte porterebbe con sé una struttura tattica rigida, in contrasto con quella proposta un anno fa da Spalletti e che molti giocatori rivorrebbero indietro. Tutto ciò ovviamente non significa che Conte non potrebbe riuscire (ha risolto situazioni peggiori) ma certo ci sono alcuni aspetti da tenere presenti.
Vedremo quali decisioni prenderà De Laurentiis. Magari confermerà Garcia e il francese riuscirà, con qualche compromesso, a recuperare il gruppo alla sua causa e a produrre i risultati sperati. In caso contrario, il Napoli si troverà nuovamente, dopo pochi mesi, a dover individuare il sostituto ideale di Spalletti in una lista pressoché infinita di nomi.

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