Se qualcosa può andar male, lo farà recita la famosa legge di Murphy. Per il Liverpool di questa stagione però non si può chiamare in causa solo la sfortuna. La squadra di Arne Slot non è mai stata all’altezza della situazione. La sfida dei quarti di finale di FA Cup contro il Manchester City ha confermato questo assunto. E ha confermato anche come l’ultima stagione ai Reds di Mohamed Salah (forse la sua ultima stagione in Europa) sia probabilmente la peggiore della carriera dell’egiziano.
L’attaccante del Liverpool infatti si è prima divorato un’occasione trascendentale per segnare e, successivamente, ha sbagliato anche il potenziale gol della bandiera su un rigore ben respinto da James Trafford, portiere del City nelle coppe nazionali.
Per il resto, la sfida andata in scena all’Etihad Stadium ha confermato pregi e difetti delle due squadre. Per quanto riguarda il Manchester, gli uomini di Pep Guardiola sono sempre a loro agio quando si tratta di attaccare, meno quando invece sono chiamati a gestire le transizioni avversarie.
Dal punto di vista tattico Guardiola ha impostato la partita tornando a un sistema ‘aperto’, un 4-2-3-1 che in partenza vedeva Rodri affiancato da Bernando Silva in mezzo al campo, con Jérémy Doku e Antoine Semenyo larghi in fascia e con Rayan Cherki a ridosso di Earling Haaland.
In fase di possesso poi i padroni di casa ruotavano le posizioni, ma sempre mantenendo il principio base di fissare le ampiezze.
In questo contesto si vedeva Nico O’Reilly, in partenza un terzino sinistro, andare ad attaccare l’ultima linea avversaria in posizione centrale.
Così è stato a esempio in occasione del rigore procurato dallo stesso numero 33 dopo trentanove minuti. In quella circostanza il giovane inglese ha ruotato bene il corpo davanti a un Virgil van Dijk mal posizionato e capace solo di uncinare O’Reilly, generando così il tiro dagli undici metri che portava in vantaggio il City.
Il rigore veniva trasformato da Haaland, col norvegese che raddoppiava sfruttando un cross di Semenyo sul quale il centravanti del Manchester anticipava nettamente Ibrahima Konaté. Haaland completerà la sua tripletta a inizio ripresa, sètte minuti dopo la terza marcatura della squadra di Guardiola, stavolta a opera di Semenyo.
Di fronte a questo strapotere il Liverpool non è riuscito a opporre quasi nulla. Sì, le transizioni dei Reds hanno creato dei grattacapi alla fase difensiva rivale, ma alla fine i vari Florian Wirtz Hugo Ekitiké, Dominik Szoboszlai e, come detto, Salah, sono stati inefficaci.
Se consideriamo il peso effettivo di quanto prodotto in termini di pericolosità offensiva, il dato degli expected goals raccolto da The Athletic’ è un disarmante 0.9. Non un buon viatico per una squadra che, in sedici giorni, si gioca la stagione, dovendo affrontare in questo periodo anche il doppio confronto di Champions con il Paris Saint-Germain.
Il fatto poi che Slot, nel dopo partita, abbia criticato i suoi giocatori per mancanza di impegno difensivo, non aggiunge serenità a un ambiente che già si sta interrogando a proposito della prosecuzione del rapporto con l’olandese oltre questa annata.

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