Il Barcellona è tornato?

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Foto: IMAGO / Pressinphoto

Dopo il Celtic nel 2016-2017 (7-0) e il Bayer Leverkusen nel 2011-2012 (7-1) è toccato al Newcastle subire la legge del sètte dal Barcellona (7-2).

‹‹È stata una partita folle. Nel primo tempo non siamo stati precisi. È stato molto difficile, ma sapevamo che ci avrebbero pressato bene. Loro hanno transizioni fantastiche che non sempre siamo riusciti a difendere bene. Ma nel secondo tempo abbiamo parlato di controllare meglio la partita, di avere più controllo e giocare meglio contro il loro blocco basso›› ha dichiarato Hansi Flick nel dopo gara.

Più che altro, quella del Barça è stata una partita zemaniana, in linea con la filosofia calcistica del tecnico blaugrana. In difesa mancano per infortunio i vari Andreas Christensen, Alejandro Balde e Jules Koundé? Nessun problema: i catalani mantengono la loro filosofia, fondata su una linea arretrata molto alta.

Il Newcastle si è presentato al Camp Nou con la solita strategia verticale, con marcature uomo contro uomo. Gli azulgrana però sono riusciti agevolmente a manipolare il blocco difensivo avversario, come accaduto in occasione della prima rete, realizzata da Lamine Yamal.

Da lì in avanti è stata (quasi) tutta discesa. Sì, il Newcastle si è portato sull’1-1 grazie al primo gol di Anthony Elanga e, successivamente, dopo il nuovo vantaggio dei padroni di casa (con Marc Bernal) sul 2-2, sempre con una rete dell’esterno svedese. Ma la realtà dei fatti è che i Magpies hanno potuto fare ben poco di fronte agli spagnoli, soprattutto nel secondo tempo.

Quello che ci ha detto la gara però è che i culé possono passare in un attimo dal controllare la partita tramite il possesso (come avvenuto nella ripresa) a giocare un calcio senza controllo (come visto nei primi quarantacinque minuti). Lo si era già visto nella competizione in occasione del 3-3 col Club Brugge e del 3-0 subito dal Chelsea durante il maxi raggruppamento iniziale.

‹‹Ho detto loro che nel primo tempo abbiamo perso molti palloni. Abbiamo parlato di controllare di più il possesso e di giocare meglio contro il blocco basso. Il primo tempo è stato duro, difficile›› ha detto Flick, aggiungendo poi come la squadra debba ‹‹migliorare in difesa››.

Quando la palla arriva ai tre davanti, Raphinha, Robert Lewandowski e Yamal, il Barcellona è in grado di far male a chiunque e questo nonostante siano ancora lontani i numeri prodotti nella scorsa stagione, quando i tre misero insieme 94 gol e 54 assist (a oggi Yamal ha un dato di 21+16, Raphinha 19+8 e Lewandowski 16 reti).

Proprio il recupero di Raphinha potrebbe essere l’arma in più a disposizione di Flick per questo finale di annata. Il brasiliano è utilissimo in entrambe le fasi, ma quest’anno ha dovuto confrontarsi anche lui con             i problemi fisici che hanno afflitto molti pezzi grossi della rosa blaugrana. ‹‹Mi è mancato molto›› ha detto nel dopo gara Flick a proposito del ventinovenne di Porto Alegre. ‹‹È uno dei giocatori più fondamentali della nostra squadra, che si adatta perfettamente al nostro stile e alla nostra filosofia››. Come dare torto al tecnico tedesco?

Di contro a queste buone notizie sul piano offensivo però c’è la solita fragilità difensiva evidenziata molte volte quest’anno e che, invece, non si era vista nella scorsa stagione.

Rispetto alla squadra che ha vinto la Liga e che è arrivata a un passo dalla finale di Champions (venendo eliminata in semifinale dall’Inter), questa edizione del Barcellona appare meno solida senza palla.

I meccanismi difensivi del Barça sono noti. Per sostenere la linea alta la squadra ha bisogno di un pressing costante in avanti da parte degli altri reparti. Quando ciò non accade o quando la difesa non legge per tempo le situazioni di pericolo, scappando all’indietro, ecco che i catalani diventano fragili.

In vista dei quarti contro l’Atlético, Flick dovrebbe recuperare Jules Koundé and Alejandro Balde, con il portiere Joan García e Eric García (usciti per infortunio col Newcastle) che non sono gravi come sembravano. Fra l’altro, quattro giorni prima dello scontro valido per i quarti di Champions, Barcellona e Atléti si troveranno faccia a faccia nella Liga. Scherzi del calendario. 

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