Il terzo Renato

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A volte ritornano. Qualcuno anche per la terza volta. È prassi comune nel campionato brasiliano vedere tecnici che lasciano un club per poi rientrarvi a distanza di anni. Un caso in questione, l’ultimo in ordine di tempo, è quello riguardante Renato Gaúcho.

L’ex giocatore della Roma nonché ex allenatore del Fluminense (col quale ha disputato un eccellente campionato mondiale per club la scorsa estate) è infatti tornato al Vasco de Gama, club sulla cui panchina si è già seduto in due occasioni.

In entrambe le precedenti esperienze al São Januário, Renato si è fatto carico di situazioni di classifica difficili, col Gigante da Colina impegnato in zona retrocessione. Nel 2005 Renato riuscì nell’impresa di salvare la squadra, collezionando tredici vittorie, dieci pareggi e otto sconfitte nelle trentuno partite disputate.

Non altrettanto positiva fu invece l’esperienza del 2008. In quella occasione il record di Renato sulla panchina del Vasco fu di quattro vittorie, due pareggi e sètte sconfitte. Uno score che determinò la prima retrocessione in Serie B nella storia del club di Rio de Janeiro.  

Oggi, marzo 2026, l’ex nazionale verdeoro ai Mondiali italiani del 1990 ha raccolto un Vasco ultimo in classifica, con appena un punto ottenuto in quattro giornate del Brasileirão, risultati che sono costati la panchina a Fernando Diniz. Un’altra impresa attende dunque Renato, anche se ci sono ancora molte partite da disputare.

Renato è arrivato forte del record che lo vede come il tecnico più vincente dal 2016 a oggi fra quelli impegnati nel campionato di quest’anno. In questi dieci anni infatti il nuovo allenatore vascaíno ha vinto ben 282 partite, tutte le competizioni brasiliane comprese. Un arco di tempo durante il quale Renato è stato protagonista sulle panchine di Fluminense, Flamengo e Grêmio.

Con quest’ultimo club il sessantatreenne nativo di Guaporé, Rio Grande do Sul, ha conquistato una Copa do Brasil, una Libertadores, una Recopa e cinque volte il campionato Gaúcho. 

Nello scorso campionato, concluso appena due punti sopra la prima delle retrocesse, il Vasco aveva incassato la bellezza di 60 gol. Peggio della compagine cruzmaltina avevano fatto solo Juventude (69) e Sport Recife (75), due delle quattro retrocesse.

Vista la situazione di classifica, si capisce bene perché il nuovo allenatore abbia deciso di dare la precedenza al campionato. ‹‹Il Brasileirão è la priorità. Ci sono anche la Copa do Brasil e la Copa Sudamericana. Andremo avanti cercando di fare strada. Dove potrà arrivare il Vasco non lo so. È difficile per tutti, non sarà facile nemmeno per noi. Cercheremo di andare avanti in tutte e tre le competizioni, ma la priorità sarà sempre il campionato brasiliano››, ha dichiarato durante la conferenza stampa di presentazione.

Fin qui le notizie relative all’avvento di Renato e del suo staff (completato dagli assistenti Alexandre Mendes e Marcelo Salles). Quello che ci preme sottolineare in questa sede è però provare a capire che tipo di calcio Renato proporrà.

Fautore di un modello relazionale, ma pronto ad interpretarlo in una versione pragmatica (come visto proprio con la Fluminense durante la Coppa del Mondo per club), Renato dovrebbe varare un Vasco accorto tatticamente.

La prima novità introdotta da Renato è stata quella del centrocampo a cinque elementi in fase di non possesso, con tre mediani in Hugo Moura, Tchê Tchê e Thiago Mendes (sostituito per squalifica da Cauan Barros contro il Cruzeiro).

In attesa di saperne di più su quale strada prenderà il Vasco nel lungo periodo, le prime uscite di Renato Gaúcho non potevano essere più positive. All’esordio il Gigante da Colina ha sconfitto 2-1 il Palmeiras, centrando così la prima vittoria in questo campionato e la prima del Vasco sul Verdão da dieci anni a questa parte.

La formazione iniziale presentata da Renato ha mantenuto le premesse della vigilia con l’inserimento del terzo centrocampista ventilato dalla stampa brasiliana per cercare soprattutto di non concedere ripartenze pericolose agli avversari, una situazione che spesso ha messo nei guai il Vasco sotto la gestione di Diniz.

‹‹Nella mia testa, l’idea era neutralizzare la squadra del Palmeiras e, quando avevamo la palla, giocare. Se inizi a concedere molte occasioni e molto spazio al Palmeiras, diventa difficile. Quindi abbiamo neutralizzato le loro azioni e avevamo praticamente sempre un uomo in più a centrocampo. Nel secondo tempo, nonostante questo, abbiamo comunque cambiato qualcosa tatticamente: abbiamo inserito un trequartista e tolto un mediano. E anche così abbiamo continuato a pressare e siamo riusciti a ottenere questa vittoria›› ha detto Renato nel dopo partita, sottolineando poi di aver lavorato molto ‹‹su questa parte tattica, loro sapevano cosa dovevano fare. Non si può entrare in campo con dei dubbi››.

Rispetto al passato si è vista una squadra in grado di attaccare anche centralmente e non costretta a investire quasi esclusivamente sui cross come arma di rifinitura.

Nelle due uscite successive il Vasco ha affrontato il Cruzeiro e la Fluminense, uscendo dal campo con un pareggio e un’altra vittoria. Nella prima gara la squadra di Renato Gaúcho avrebbe potuto anche conquistare l’intera posta in palio (ha subito la rete del 3-3 in pieno recupero), ma alla fine il Vasco si è dovuto accontentare del punto. L’idea di Renato era quella di aspettare il Cruzeiro per colpire in contropiede, ma il vantaggio della Raposa ha poi costretto il tecnico a cambiare i piani.

Anche contro il Flu la squadra di Renato è partita sotto nel punteggio: nemmeno un minuto infatti e l’uruguaiano Agustín Canobbio aveva già portato in vantaggio gli ospiti. Quando poi Hércules ha raddoppiato, la partita sembrava finita. Mai però sottovalutare il nuovo Vasco di Renato, capace di orchestrare la rimonta e imporsi 3-2.

Con 7 punti su 9 conquistati nelle prime tre uscite Renato si può dunque presentare all’appuntamento di domenica prossima contro il Grêmio (ultima gara prima della sosta per le nazionali) con la ragionevole speranza di continuare la sua striscia positiva.

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