Un pareggio che non accontenta nessuno

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A game of two halves dicono i britannici per definire una partita nella quale le squadre si sono equamente divise le due frazioni da quarantacinque minuti. Esattamente quello che è successo nell’Old Firm numero quattrocentocinquanta della storia.

Un derby di Glasgow dal quale, a uscire vincitori, sono stati…gli Hearts. Il punto conquistato da Celtic e Rangers lascia infatti un buon margine di sicurezza alla squadra di Edimburgo, prima in classifica con 6 punti di vantaggio sui Gers (a parità di partite disputate) e 8 sul Celtic (gli Hoops hanno però una gara in meno).

Le due squadre di Glasgow restano anche a portata di mano del Motherwell, quarto a -2 dal Celtic e a -4 dai Rangers (con una partita da recuperare).

Alla fine del primo tempo in pochi avrebbero pronosticato il pari, data l’evidente superiorità dei Rangers. I padroni di casa, disposti da Danny Röhl in una sorta di 4-2-2-2 fluido, avevano infatti dominato in lungo e in largo un avversario incapace di produrre un tiro nello specchio della porta difesa da Jack Butland.

I Rangers durante la frazione inziale hanno vinto tutti i duelli individuali, guidati dall’estro di Mikey Moore. Il diciottenne inglese, in prestito dal Tottenham, riusciva facilmente a portare su palla ogniqualvolta ne entrava in possesso, senza che praticamente nessun difensore del Celtic riuscisse a fermalo.

Insieme all’ex bolognese Andreas Skov Olsen il giovane Moore veniva a riempire la zona di rifinitura andando così ad aggiungersi ai due attaccanti Ryan Naderi e Youssef Chermiti. Proprio quest’ultimo realizzava la doppietta che permetteva ai Rangers di andare a riposo con un vantaggio sulla carta rassicurante.

In verità non è che il dominio dei Rangers si sia tradotto in chissà quante conclusioni in porta, ma quelle poche sono state capitalizzate al massimo. In occasione della sua prima rete Chermiti si produceva in una rovesciata d’altri tempi.

Sulla seconda marcatura il numero 9 era bravo a sfruttare un doppio svarione difensivo del Celtic, che consentiva all’attaccante dei Gers di battere con un pregevole esterno destro Viljami Sinisalo, portiere finlandese del Celtic.

Nell’intervallo Martin O’Neill si faceva sentire. Soprattutto, il settantaquattrenne tecnico degli Hoops (al secondo interregno stagionale dopo aver rilevato la squadra prima dalle mani di Brendan Rodgers e, successivamente, da quelle di Wilfried Nancy) operava due cambi che contribuivano a mutare l’inerzia della partita, inserendo Sebastian Tounekti e Reo Hatate.

L’ingresso del calciatore giapponese consentiva a O’Neill di rivisitare la formazione iniziale, spostando al centro dell’attacco un Daizen Maeda fino ad allora isolato sulla fascia sinistra. Il gol di Kieran Tierney che riapriva la contesa arrivava dopo una buona pressione offensiva esercitata dal Celtic.

Il gol del definitivo pareggio di Hatate, arrivato dopo un rigore sbagliato in pieno recupero, portava la gara a concludersi col risultato più giusto.

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