Un match dai volti: un tempo a favore del Manchester City (con dieci tiri prodotti in base ai dati Opta), l’altro tutto di marca Liverpool. O quasi. Sì perché nel finale, in un modo o nell’altro, gli uomini di Pep Guardiola sono riusciti a portare a casa l’intera posta in palio, cortesia di due giocate di Earling Haaland, fino a quel momento praticamente impalpabile.
Il norvegese ha prima servito un assist d’oro a Bernardo Silva, sapientemente capitalizzato dallo spagnolo e, a stretto giro di posta, ha glacialmente trasformato il rigore della vittoria. Un ribaltamento che appariva improbabile nel momento in cui, a un quarto d’ora dal termine, Dominik Szoboszlai segnava la rete del vantaggio dei Reds, sfruttando un calcio di punizione dal limite dell’area provocato da una incursione di Mohamed Salah, trattenuto per la maglia appena fuori l’area di rigore da un comunque positivo Marc Guéhi.
In occasione della rete dell’ungherese, al netto di un tiro imparabile, qualche rimprovero può essere mosso a Gianluigi Donnarumma. Il portiere italiano, non molto a suo agio con le palle alte per tutta la serata, in occasione del tiro piazzato di Szoboszlai decideva di posizionare una barriera di due soli uomini, per vedere partire la palla. Il problema è che poi la traiettoria della punizione calciata dal numero 8 del Liverpool (poi espulso durante il concitato finale), passava proprio a lato dei due malcapitati difendenti Citizens.
Fin qui il breve resoconto della gara. Dal punto di vista tattico la nota più interessante è stata la struttura organizzata da Guardiola. Il City infatti si è presentato ad Anfield con un rombo mobile a centrocampo, con Rodi vertice basso ma aiutato da Silva alla bisogna e con Antoine Semenyo mezzala destra.
Davanti Haaland si spartiva il fronte d’attacco con l’egiziano Omar Marmoush. Questa struttura, con le fasce lasciate alle incursioni di Matheus Nunes e Rayan Aït-Nouri, consentiva agli ospiti di costruire delle interessanti relazioni tecniche intorno alla palla.
Quando poi il City perdeva il possesso, la riaggressione della squadra di Guardiola era feroce, tanto da consentire ai suoi di riguadagnare velocemente il controllo del pallone.
La risposta operata da Arne Slot si affidava essenzialmente alla ricerca della palla lunga, per cercare di colpire alle spalle la linea difensiva alta del Manchester. Pericoli veri e propri però i padroni di casa non ne producevano nel corso dei primi quarantacinque minuti.
Le cose cambiavano nella ripresa. La partita si apriva con una serie di transizioni da parte di entrambe le squadre, ma era comunque il Liverpool a guadagnare campo, costringendo il City a difendere basso e senza palla.
Purtroppo per Slot, due errori di Hugo Ekitike in sede di conclusione precludevano al Liverpool la via della rete.
Dopo il vantaggio del Liverpool era nuovamente il City ad attaccare. Guardiola però sembrava affidarsi più alle giocate di Rayan Cherki, entrato al posto dell’evanescente Marmoush, che a uno sforzo collettivo. Nonostante tutto però il risultato finiva per premiare gli ospiti.
Anche se nel finale è servito l’aiuto di Donnarumma per mantenere il punteggio a favore del City, dopo il rigore decisivo di Haaland, in generale i due centrali Guéhi e Abdukodir Khusanov hanno gestito bene il contropiede avversario.
Questo risultato tiene dunque ancora viva la rincorsa all’Arsenal. Non male per una squadra in ricostruzione come il City, che ha sì speso tanto sul mercato, ma che ha perso i vari Ederson, Kyle Walker, Kevin De Bruyne, İlkay Gündoğan, Jack Grealish e Manuel Akanji.
Per quanto riguarda il Liverpool, la cosa da notare è che Slot ha accettato le situazioni di verticalità presentate dalla gara. I Reds sono andati spesso alla ricerca della profondità immediata, anche quando, forse, avrebbero potuto provare a controllare di più la partita, in particolare dopo il vantaggio di Szoboszlai.
Detto ciò, il Liverpool di oggi è estremamente dipendente dall’ungherese. Pur agendo da terzino destro infatti il numero 8 è una delle armi offensive privilegiate della squadra di Slot, avendo messo a referto 9 reti: soltanto Ekitike ne ha segnati di più (15) e, contro il City, nessuno ha toccato più palloni dei 113 di Szoboszlai (fonte The Athletic).
Peccato per l’espulsione nel finale per fallo su Haaland, che ha sì impedito al City di segnare ancora, ma che priverà il Liverpool del suo miglior giocatore (in questo momento) per una partita.


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