James Rodríguez ricomincia negli Usa

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Una notizia recente, passata in sordina sui media nostrani, è quella dello sbarco in MLS di James Rodríguez. Il colombiano ha infatti firmato un contratto valido fino alla coppa del Mondo (non da Designated Player) con opzione per un prolungamento fino a dicembre 2026.

Un accordo simile a quello che nel 2022 vide LAFC firmare Gareth Bale per quattro mesi, col gallese alla ricerca della giusta condizione prima dei Mondiali in Qatar.

Una win-win situation sia per Rodríguez, libero di accasarsi altrove in estate, che per il club, che si porta a casa un calciatore iconico a prezzi contenuti. Qui però veniamo alla sorpresa perché la società in questione non è collocata là dove vivono comunità latino-americane particolarmente numerose (Miami e Los Angeles) bensì nel freddo Minnesota.

L’arrivo di Rodríguez nell’area metropolitana delle Twin Cities (Minneapolis e Saint Paul) assume contorni anche politici, visti i tragici fatti accaduti recentemente in città, che hanno visto protagonista la famigerata ICE (Immigration and Customs Enforcement).

Certo, Rodríguez non è un migrante come gli altri, ma potrà sempre rappresentare i latinos (la cui presenza nell’area in questione è comunque in aumento) in un momento storico nel quale Minneapolis è al centro del mondo, con l’attuale amministrazione della Casa Bianca che ha, dallo scorso gennaio, sospeso i visti per gli immigrati colombiani. E infatti lo stesso Rodríguez è in attesa del suo.

Sotto l’aspetto prettamente tecnico invece in MLS giunge un calciatore di trentaquattro anni che non gioca dallo scorso dicembre, da quando cioè è scaduto il contratto che legava Rodríguez ai messicani del León.

Sul talento però non si discute. Peccato che Rodríguez, in carriera, sia sempre andato a corrente alternata. Una discontinuità che, dopo gli anni felici trascorsi col Porto e la bella stagione di Monaco, non gli ha permesso di imporsi nelle tappe successive del suo percorso da calciatore.

Di fatto il colombiano ha finito per passare da un posto all’altro, senza riuscire mai ad affermarsi completamente: dopo il passaggio al Real Madrid e un prestito di due anni al Bayern infatti Rodriguez ha vestito le maglie di Everton, Al Rayyan, Olympiakos, São Paulo, Rayo Vallecano e appunto León.

La speranza, per quello che è stato il capocannoniere dei Mondiali 2014 (con 6 reti realizzate in cinque partite) e il miglior giocatore della Copa América 2024 (nella quale Rodríguez ha guidato i Cafeteros fino alla finale, poi persa contro l’Argentina), è di ritrovare la forma in tempo per i prossimi Mondiali. La Colombia punta su di lui.

E ci punta ovviamente anche Minnesota, dove il giocatore troverà ad attenderlo anche due suoi connazionali (il difensore Jefferson Díaz e l’attaccante Mauricio González). Anche se, dal punto di vista mediatico, non stiamo parlando di un grande mercato (ma le cose potrebbero cambiare proprio grazie all’ingaggio di Rodríguez), lo United è comunque una squadra solida, finita quarta nella Western Conference dello scorso anno.

Detto questo, Minnesota nell’ultimo campionato ha registrato il dato più basso in termini di possesso (39%), giocando un calcio fatto di difesa e contropiede. Tutto questo sotto la guida di Eric Ramsay. Il tecnico gallese ha però lasciato il club per andare ad allenare il West Brom in Inghilterra. La nuova gestione tecnica è affidata al neozelandese Cameron Knowles.

Vedremo quindi come i nuovi Loons andranno a sfruttare un giocatore come Rodríguez. Probabile che venga impiegato da numero 10 in un contesto maggiormente proattivo. In questo caso il sudamericano potrebbe avere un impatto immediato nella lega, simile a quelli registrati da Son Heung-min con LAFC e Thomas Müller con Vancouver.

Il contributo di Rodríguez si farà poi sentire sui calci piazzati. L’anno passato Minnesota ha fatto molto affidamento su queste situazioni per trovare la via della rete. Avere in squadra uno specialista come il colombiano non potrà che aumentare la pericolosità dei Loons sulle palle inattive.

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