Oltre il risultato: Milan – Cremonese

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Foto: IMAGO /  Goal Sports Images

Prima di campionato e il Milan di Massimiliano Allegri ha fatto crash. A punire i rossoneri è stata una Cremonese ben organizzata da Davide Nicola. Al di là dell’eurogol (un tempo si diceva così) che ha deciso la contesa a favore degli ospiti (la sublime rovesciata di Federico Bonazzoli) il tecnico dei grigiorossi ha incartato il più illustre avversario, alle prese con una squadra che deve sì essere completata in sede di mercato, ma che ha bisogno anche di risolvere al più presto antichi problemi.

La fase offensiva milanista

Tutti a parlare di 3-5-2 ma, in realtà, la disposizione del secondo Milan di Allegri (il tecnico è tornato a Milanello undici anni dopo la prima volta) è stata alquanto fluida, come già si era potuto osservare in Coppa Italia contro il Bari.

È vero che la difesa poggiava su Strahinja Pavlović, Matteo Gabbia e Fikayo Tomori, ma quest’ultimo tendeva ad assumere una posizione più verso il mezzo spazio destro che centrale. Ai tre c’era poi da aggiungere Pervis Estupiñán il quale, sulla sinistra, fungeva da pendolo, arretrando in linea con gli altri difensori quando attaccava la Cremo e andando invece all’arrembaggio in avanti allorquando era invece il Milan a manovrare.

Nelle occasioni in cui l’ex Brighton si proiettava in avanti, toccava a Cristian Pulisic venire a giocare dentro il campo, associandosi a Santiago Giménez. La zona destra dell’attacco dei padroni di casa era invece lasciata alle scorribande del solito, inesauribile Alexis Saelemaekers, la cui assenza l’anno passato si è fatta sentire per tutto l’arco della stagione (era stato infatti inopinatamente ceduto in prestito alla Roma).

Il posizionamento asimmetrico (rispetto a Tomori) di Estupiñán in possesso.

Pur registrando grandi problemi anche lungo la corsia sinistra, le difficoltà maggiori a livello offensivo il Milan le ha incontrate centralmente, là dove si muovevano Ruben Loftus-Cheek, Youssouf Fofana e Luka Modrić. C’è da dire che il croato, il giocatore più atteso alla vigilia, ha disputato una buona gara (11 passaggi chiave), confermando (almeno per ora) l’assunto che vuole i giocatori di qualità, anche se avanti negli anni o con il loro picco alle spalle (come nel caso dell’ex Real Madrid, ma anche come Kevin De Bruyne a Napoli), in grado di poter incidere in un campionato del livello e del ritmo di quello italiano.

La questione rilevante ha riguardato piuttosto Loftus-Cheek e Fofana. I due giocatori incarnano perfettamente l’ideale di Allegri per il ruolo di mezzali, essendo giocatori ben strutturati fisicamente e di gamba. Il problema è che, negli spazi ristretti della difesa della Cremonese, i limiti tecnici dei due sono inevitabilmente venuti fuori. Insomma, se c’è da palleggiare non si possono alzare l’inglese e l’ex Monaco in trequarti. L’attacco al blocco basso è stato un problema.

Il fattore Baschirotto

Probabilmente il migliore in campo. E questo non soltanto per la ferrea marcatura ad personam predisposta su Giménez (in base ai dati raccolti da Fbref il centravanti messicano è stato il titolare del Milan a toccare il minor numero di palloni in partita con 18) ma anche per quanto prodotto in attacco.

Il gol che ha aperto lo score, certo, ma anche l’azione del raddoppio, nata da una sua aggressione in avanti alla quale ha fatto seguito un third pass (di tacco!) che ha generato l’assist di Giuseppe Pezzella per il gol capolavoro di Bonazzoli e ben 8 palle recuperate. Un ritorno in grigiorosso niente male per l’ex difensore del Lecce.

Fiutare il pericolo

Parlando ai microfoni di DAZN nel dopo partita Allegri ha parlato genericamente di incapacità dei suoi giocatori di ‹‹percepire il pericolo››, riferendosi in particolare alla rete di Baschirotto.

Considerazioni legittime, come quelle che hanno visto l’allenatore chiedere maggiore cattiveria in possesso, per andare a far male agli avversari. L’impressione tuttavia è che il Milan in questo esordio di campionato non sia mancato soltanto nelle due aree di rigore, ma anche nei metri di campo che vanno da area ad area.

Come al solito Allegri ha letto bene la gara, effettuando cambi corretti (Estupiñán, richiamato in panchina all’intervallo, è già stato bocciato?), ma ha fatto fatica a strutturare un piano partita preciso per aprire la scatola predisposta da Nicola. È vero che i rossoneri hanno prodotto di più degli avversari (24 tiri contro 4 per un dato Fbref di 1.6 xG, a fronte dello 0.3 registrato dai grigiorossi) ma la manovra, nel suo complesso, è mancata.

Nei prossimi giorni Allegri dovrà dunque cercare di dare più qualità agli sviluppi offensivi della squadra, magari ripensando il centrocampo o, almeno, il posizionamento dei suoi interpreti. Tutto questo in attesa che si risolva la questione Victor Boniface e che dal mercato arrivi un attaccante centrale con le caratteristiche che vuole il tecnico.

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