Avevamo già toccato la questione nella nostra newsletter. Il Psg alla fine ha rotto gli indugi e si è assicurato le prestazioni di Lucas Chevalier, promettente portiere transalpino proveniente dal Lilla.
Si va quindi sempre più nella direzione di un non rinnovo di contratto da parte di Gianluigi Donnarumma. E ora che succederà? Nonostante l’ottima stagione disputata dall’azzurro, ancora una volta il Paris Saint-Germain sceglie di presentarsi ai nastri di partenza di una stagione con un ballottaggio per il ruolo di portiere titolare.
Una situazione già vissuta più volte per la società di proprietà della QSI (Qatar Sports Investments). Da quando sono arrivati i qatarioti infatti fra i pali del Psg c’è (quasi) sempre stata una certa instabilità. Basti ricordare ad esempio il primo duello, quello che vide protagonisti il tedesco Kevin Trapp e Alphonse Areola con i due, nel 2016-17, si trovarono a giocare rispettivamente 31 e 27 volte durante la stagione. Oppure, ancora, il dualismo fra lo stesso Areola e Gianluigi Buffon. In seguito c’è stato poi il duello fra Donnarumma e Keylor Navas, alla lunga vinto dall’italiano. Donnarumma che poi ha dovuto respingere gli assalti di Matveï Safonov, 17 presenze l’anno scorso.
Ma come mai si è arrivati a questa situazione, nonostante il fatto che Donnarumma sia stato l’anno scorso fondamentale, con le sue parate, per assicurare al club transalpino la prima coppa Campioni della sua storia?
La questione è complessa e riguarda l’interpretazione del ruolo di portiere da parte di Luis Enrique. Le preferenze di Lucho, si sa, vanno verso quei numeri 1 che sono irreprensibili nel gioco con i piedi (fattore importante per una fase di costruzione pulita) e abili a difendere lontano dalla porta, dietro una linea difensiva alta. A tal proposito il tecnico asturiano non si è mai fidato troppo di un Donnarumma che sì, è migliorato in queste situazioni, ma non ha mai raggiunto il livello voluto dall’ex allenatore del Barcellona.
Non a caso, ad un certo punto della scorsa stagione, per facilitare l’uscita da dietro e l’impostazione della manovra offensiva Luis Enrique decise di affiancare al proprio portiere il portoghese João Neves quando si trattava di dover rimettere palla dal fondo. Questa scelta non soltanto garantiva al Psg un costruttore in più, ma permetteva appunto ai parigini di migliorare l’inizio azione.
Se osserviamo i dati forniti da Fbref relativamente al gioco al piede dei due portieri nella scorsa stagione notiamo come, a livello di Ligue 1, la percentuale di passaggi completati da Donnarumma sia generalmente superiore a quella di Chevalier (87.3% contro 79.6%). C’è però da aggiungere che, in base ai dati understat, il Psg abbia affrontato la pressione avversaria più bassa di tutta la Ligue 1, con un dato di 20.55 in termini di PPDA opposto, a fronte del 14.83 del Lilla.
Se poi guardiamo i passaggi chiave (cioè quei passaggi che consentono di superare almeno una linea difensiva avversaria), fra campionato francese e Champions lo scorso anno Donnarumma ha registrato una produzione di 0.5 per 90. Il dato di Chevalier è stato di 0.9, quasi il doppio.
A questi dati aggiungiamo quelli relativi alla difesa della propria porta. Sempre secondo quanto raccolto da Fbref, sulla base della qualità dei tiri ricevuti il dato di reti concesse in più o in meno da Donnarumma (tutte le competizioni comprese) è stato negativo (-1.1), contrariamente a quello di Chevalier (+9.6). Ovviamente, guardando alla sola Champions, il dato complessivo dell’azzurro è stato buono (+2.2). Lo stesso però dicasi per Chevalier (+2.4).
L’ex portiere del Lilla quindi, lanciato titolare a vent’anni da Paulo Fonseca nel settembre 2002, in una partita contro l’Olympique Marsiglia (al posto dell’indisponibile Léo Jardim), ha dalla sua prestazioni importanti e anche ampi margini di crescita, dato che parliamo di un classe 2001 in ascesa, diventato in poco tempo il secondo di Mike Maignan in nazionale e elemento del quale lo stesso Fonseca e Bruno Genesio (i due allenatori avuti da Chevalier fra i professionisti) hanno più volte tessuto gli elogi in quanto a maturità. Un fattore importante, da tenere in considerazione per il salto nient’affatto facile dal Pierre Mauroy (lo stadio dei Dogues) al Parco dei Principi.
Fatte salve queste considerazioni, come gestirà la situazione Lusi Enrique? Difficile pensare che Chevalier sia arrivato a Parigi per fare la riserva. Dall’altra parte davanti a sé l’ex portiere dei Dogues trova Donnarumma, candidato al Pallone d’oro e uno dei portieri più forti del mondo. Lucho alternerà i due estremi difensori? Oppure Donnarumma troverà una nuova squadra prima della fine del mercato? Un profilo come quello del portiere italiano non può che interessare diversi top club in Europa.
L’ipotesi cessione viene ulteriormente rinforzata dalla probabile decisione di Luis Enrique di non convocare Donnarumma per la Supercoppa europea contro il Tottenham, in programma mercoledì a Udine.
C’è da dire che le porte in Francia sono girevoli non soltanto al Paris Saint-Germain, ma anche in altre squadre. Sono infatti state diverse le società che hanno deciso di cambiare portiere questa estate e che, di conseguenza, si presenteranno al via della stagione 2025-26 con un nuovo numero 1. Oltre ovviamente al Lilla infatti (con Arnaud Bodart) anche Lione (Dominik Greif), Monaco (Lukáš Hrádecký), Brest (Radosław Majecki), Metz (Jonathan Fischer), Strasburgo (Mike Penders), Nizza (Yehvann Diouf), Lens (Robin Risser) e Le Havre (uno fra Mory Diaw e Lionel Mpasi) avranno un nuovo inquilino a protezione dei pali.
A queste squadre va aggiunto l’Angers, con Hervé Koffi arrivato per coprire una eventuale partenza di Yahia Fofana. Siamo dunque, almeno in Francia, in una fase storica in cui l’instabilità che di solito caratterizza sul mercato i ruoli di movimento sta invece ora toccando anche quello del portiere, là dove invece in passato molte squadre tendevano ad avere per anni una certa continuità.
Difficile dare una risposta al perché di tutte queste rotazioni in porta. La sensazione è che la qualità media dei portieri della Ligue 1 (francesi e non) sia piuttosto alta e che questo spinga oggi le altre squadre europee, con budget importanti (e con maggiori intenzioni di investire anche sul mercato dei portieri), a guardare al massimo torneo transalpino per pescare non soltanto fra i giocatori di movimento, ma anche fra gli estremi difensori.

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