Il dinizismo è morto?

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Che succede? Passi il tempo a recuperare le partite del Vasco de Gama per seguire la traiettoria di Fernando Diniz (uno dei padri della rinascita del modello relazionale di matrice sudamericana) e ti ritrovi ad assistere a una sconfitta dietro l’altra.

Sì perché con quella rimediata sabato due agosto sul campo del Mirassol (a proposito, la squadra di Rafael Guanaes è da osservare attentamente) il Gigante da Colina ha infilato una serie di sètte partite consecutive senza vittorie, con Diniz che rischia così di eguagliare il proprio record negativo in carriera di nove partite consecutive senza successi (alla guida dell’Athletico Paranaense nel 2018).

Non è un buon momento per la squadra carioca, che ora si ritrova impelagata in piena zona retrocessione nel Brasileirão e che, nel frattempo, è anche uscita dalla Copa Sudamericana, eliminata dagli ecuadoriani dell’Independiente del Valle.

Eppure al Maião (lo stadio del Mirassol) il Vasco aveva iniziato anche bene, disputando un discreto primo tempo. Il problema però è che la formazione vascaina ha proseguito continuando ad evidenziare i noti problemi nelle due aree di rigore. Nella propria, ha commesso i soliti, gravi errori individuali (come ad esempio la papera del portiere Daniel Fuzato, all’esordio in campionato in sostituzione dello squalificato titolare Léo Jardim) e, nell’altra, non è riuscita a concretizzare quello ha costruito.

Nonostante ciò, sotto di due reti nella ripresa, il Vasco era anche riuscito a rimontare, prima di subire la rete del definitivo 3-2 ad opera di Alesson. I cruzmaltino nel primo tempo sono stati la squadra migliore: buon pressing, giocate associative, movimento. Ai padroni di casa è però bastato aspettare la ripresa per ribaltare la situazione, grazie anche alla minor intensità del pressing vascaino che consentiva al Mirassol di sistemare il contropiede. Lentamente i padroni di casa si sono così impadroniti della partita, soprattutto sulle fasce, mettendo a segno l’uno-due con le reti di Negueba e Chico, brasiliano naturalizzato sudcoreano (all’anagrafe Francisco Hyun-sol Kim).

Il fatto che poi il Vasco sia pervenuto al momentaneo pareggio è stato determinato più da un calo della squadra di Guanaes che per merito degli ospiti. Anzi, il Mirassol in transizione avrebbe potuto chiudere la gara. Non è la prima volta che il Vasco crea senza concretizzare e pressa per poi crollare alla distanza. Di recente, era già successo nell’andata degli ottavi di Copa do Brasil contro il CSA di Maceió. Uno 0-0 che lascia tutto aperto in vista del ritorno (in programma venerdì)

La sensazione è che il momento d’oro di Diniz (culminato con la conquista della Copa Libertadores del 2023 alla guida del Fluminense) si sia arrestato. Le successive esperienze sulla panchina della Seleçao e col Cruzeiro infatti sono state fallimentari. I problemi continuano ora al Vasco.

In due campagne del Brasileirão (2024 e 2025), trascorse sulle panchine di Fluminense, Cruzeiro e Vasco, Diniz ha accumulato 30 partite con appena 24 punti conquistati, frutto di 5 vittorie e 9 pareggi, a fronte di 16 sconfitte.

Ma non è solo questione dell’allenatore. Il Vasco avrebbe urgente bisogno di rinforzi. La spina dorsale della squadra non funziona. L’ex Inter, Liverpool e Barcellona Philippe Coutinho non è più quello dei tempi migliori.

Gli altri riferimenti offensivi, Rayan, Nuno Moreira e Vegetti, faticano. Quest’ultimo, a detta degli analisti brasiliani, sarebbe penalizzato dal possesso continuo predicato dal suo allenatore. Sarà, ma il Vasco è una delle squadre che crossano di più nel campionato brasiliano in base ai dati whoscored (22 di media a partita).

Se poi si evidenzia come Diniz abbia mandato in campo un undici iniziale che non ha vinto una partita dallo stop al campionato per la Coppa del Mondo per club, questo dipende anche dalle forze a disposizione.  

L’impressione è che Diniz, in cerca di riscatto dopo le ultime avventure, si sia imbarcato in una situazione più grave di quanto apparisse dall’esterno. E questo pur sapendo le difficili condizioni economiche in cui versa la società, come ammesso nel post partita dallo stesso tecnico allorquando è stato interpellato circa eventuali rinforzi: ‹‹ne parleremo internamente. Il discorso è sempre lo stesso. Le risorse finanziarie del Vasco sono scarse, lo sapevo già quando sono arrivato qui. Stiamo cercando un altro giocatore in questa finestra di mercato, ma dobbiamo migliorare ciò che abbiamo già qui dentro. Abbiamo una buona rosa. Oggi abbiamo commesso degli errori, abbiamo subito tre gol evitabili. Abbiamo pareggiato, abbiamo avuto la possibilità di fare il 3 a 2 prima del Mirassol, non l’abbiamo fatto e abbiamo perso la partita››.

Insomma, il dinizismo è in crisi proprio nel momento in cui, in cima al campionato brasiliano, si trovano tre squadre che abbracciano il modello posizionale: il Flamengo di Filipe Luís, il Cruzeiro di Leonardo Jardim e il Palmeiras di Abel Ferreira.

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