Ok, il Real Madrid ha sbagliato un rigore ma, alla resa dei conti, a impressionare maggiormente sono stati i sauditi dell’Al-Hilal, in quella che è stata una sfida fra due allenatori al debutto sulle rispettive panchine, Xabi Alonso con le merengues e Simone Inzaghi non la squadra araba.
Davanti ad un Hard Rock Stadium gremito, il tecnico italiano ha mostrato di essere riuscito ad avere un impatto immediato sulla sua nuova squadra. Il gioco diretto e il contropiede dell’Al-Hilal ha infatti creato non pochi problemi alla retroguardia madrilena, grazie soprattutto alla qualità di giocatori come Sergej Milinković-Savić, Kalidou Koulibaly, Renan Lodi, Rúben Neves e João Cancelo.
La squadra controllata dal PIF (il fondo di investimento pubblico saudita) non ha infatti badato a spese per allestire una squadra competitiva, affidandola ad uno degli allenatori più apprezzati nel panorama internazionale (non a caso ingaggiato per una cifra ritenuta vicina ai €25 milioni annui).
La prima vera occasione della partita è capitata proprio ai Sauditi, per la precisione sui piedi di Milinković-Savić, il cui tiro da fuori area è stato respinto da Thibaut Courtois.
In questa occasione si è subito vista la mano di Inzaghi. L’Al-Hilal ha infatti iniziato l’azione preparando una costruzione dal basso che si è invece immediatamente trasformata in una giocata lunga per Milinković-Savić. Un’uscita tipicamente laziale, col serbo che andava ad approfittare, di testa, del mismatch favorevole contro il terzino merengue Fran García. Da lì scaturiva poi l’uno – due fra Milinković-Savić e il brasiliano Malcom che portava al tiro il serbo. Pochi minuti dopo era Marcos Leonardo ad avere un’altra occasione, ma il tiro dell’attaccante brasiliano finiva di poco a lato alla destra di Courtois.
In generale l’Al-Hilal ha utilizzato sovente la mossa della palla diretta verso Milinković-Savić per evitare il pressing del Real Madrid. Da parte loro gli spagnoli sono stati organizzati da Xabi Alonso in un 4-3-3 che ha però incontrato diverse difficoltà. I blancos hanno fatto fatica a cominciare in modo pulito l’azione da dietro e anche la pressione in avanti (uno dei tratti che dovrebbe distinguere il nuovo Real di Xabi da quello di Carlo Ancelotti) non è stata portata con efficacia. Jude Bellingham (soprattutto) e Vinícius Junior sono poi apparsi poco integrati col resto della squadra.
Nella ripresa Alonso ha provato a cambiare qualcosa, mandando in campo Arda Güler al posto del difensore centrale Raúl Asencio (autore del fallo che ha provocato il rigore del pareggio arabo realizzato da Rúben Neves) e arretrando Aurélien Tchouaméni sulla linea difensiva.
La nuova impostazione ha migliorato la fase offensiva madrilena, ma non ha impedito all’Al-Hilal di farsi pericoloso in contropiede, grazie anche ad errori commessi dai difensori del Real. In questo contesto, per sessantasei minuti, si è mosso Trent Alexander-Arnold, il giocatore più atteso dopo il trasferimento che ha visto il Real Madrid versare un indennizzo al Liverpool per averlo subito a disposizione in vista del Mondiale per club, preferendo anticipare il suo arrivo piuttosto che aspettare la scadenza del contratto a torneo già iniziato.
L’ex Liverpool ha commesso qualche errore nella gestione della palla ma ha complessivamente disputato una buona partita, oltre al fatto di aver iniziato l’azione che ha prodotto il gol del Real, messo a segno da Gonzalo García (centravanti titolare viste le assenze di Kylian Mbappé e Endrick) dopo un bel contropiede.
Alla fine Inzaghi può essere soddisfatto del suo debutto. L’ex interista ha a disposizione un’ottima squadra per competere in Saudi Pro League e, come detto, sembra già aver introdotto con successo nel gruppo alcuni aspetti del suo calcio. Da notare anche come la difesa sia stata impostata a quattro, invece della tradizionale linea a tre utilizzato da Inzaghi durante gli anni trascorsi con la Lazio e in nerazzurro.

Dal punto di vista tecnico, le squadre sudamericane sembrano le uniche realmente attrezzate per competere con le grandi d’Europa in questa competizione. Tuttavia, l’Al-Hilal dispone dei mezzi e dell’ambizione necessari per cercare di inserirsi in questo probabile duopolio.

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