Sconfitto a Monaco una settimana fa (0-2), all’Olympique Lione resta una flebile speranza di qualificazione per la Champions del prossimo anno. Ad una sola giornata dalla conclusione si può dunque ben dire che la Ligue 1 di quest’anno abbia riservato all’OL più amarezze che gioie. Il tutto mentre è ancora in atto il contenzioso fra il proprietario John Textor e la DNCG (Direction Nationale du Contrôle de Gestion), la COVISOC francese, che potrebbe produrre una retrocessione amministrativa per il club (in passivo per 117 milioni d’euro) o, comunque, bloccare la campagna acquisti della prossima estate.
Non è stata quindi proficua la decisione, presa lo scorso 27 gennaio, di separarsi da quel Pierre Sage autore di un’ottima stagione un anno fa, tanto da spingere la dirigenza del club a pagare le salate multe previste per mandare in panchina un tecnico senza il patentino adeguato.
Al posto dell’ex allenatore del settore giovanile Textor ha tirato fuori dal cilindro il nome di Paulo Fonseca. Reduce dall’amara esperienza vissuta fra luglio e dicembre 2024 a capo del disfunzionale progetto Milan, il portoghese era più che pronto a riprendere immediatamente le redini di una squadra nello stesso campionato dove già aveva fatto bene, quando era alla guida del Lilla.
Le cose però si sono messe subito male per l’allenatore nato in Mozanbico e questo a causa della reazione avuta nei confronti dell’arbitro Benoît Millot durante l’ormai famigerata gara che vide il Lione soccombere davanti al Brest. La squalifica seguente terrà Fonseca fuori dalla panchina e dall’area spogliatoi fino al prossimo 30 novembre. Questo almeno in Ligue 1. In Europa tale sanzione infatti non è valida e questo ha permesso a Fonseca di essere regolarmente al proprio posto nella campagna continentale che ha però visto il Lione eliminato in modo rocambolesco dal Manchester United durante i quarti di finale di Europa League.
Dopo questa uscita, le cose sono precipitate per i francesi che ora, a novanta minuti dalla fine del campionato, per arrivare al terzo turno preliminare della Champions devono battere l’Angers e sperare nella contemporanea sconfitta delle tre squadre che attualmente precedono l’OL in classifica. Cosa non ha funzionato nella gestione Fonseca? In pratica tutto. Dopo una buona partenza infatti la sua squadra si è arenata, come dimostrano i tre punti conquistati nelle ultime quattro partite. La difesa fa acqua (7 reti incassate nelle quattro giornate successive alla serata di Manchester) ma anche la fase offensiva stenta, nonostante la quaterna inflitta al derelitto Rennes (fuori comunque da un dato di soli 1.8 xG secondo il modello Fbref).
E questo nonostante il talento a disposizione. Fonseca non è riuscito a trovare una quadra per un gruppo che pure può contare su centrocampisti del calibro di Nemanja Matić, Tanner Tessmann e Jordan Veretout e su giocatori offensivi come Thiago Almada o come Alexandre Lacazette. Per non parlare del miglior dribblatore della Ligue 1, Rayan Cherki.
Fra l’altro tutti giocatori che potrebbero lasciare Lione al termine della stagione, proprio per i problemi economici di cui sopra. A questi potrebbero aggiungersi anche i vari Corentin Tolisso, Malick Fofana e Nicolás Tagliafico, altri elementi utili per fare cassa.
I problemi evidenziati dal Lione nelle ultime uscite fanno il paio con l’accusa mossa a Fonseca di essere troppo conservativo quando si tratta di affrontare le grandi, come successo in occasione delle sfide perse sotto la sua gestione contro Paris Saint-Germain (2-3) e Olympique Marsiglia (2-3), quest’ultima partita d’esordio del portoghese sulla panchina della sua nuova squadra.
Contro il Monaco Fonseca ha provato a cambiare le carte in tavola schierando una mediana con i già citati Matić, Tessmann e Veretout a protezione di un attacco che, in partenza, ha visto Thiago Almada e Maghnes Akliouche agire a supporto di Lacazette. Il risultato, come detto in apertura, non è arrivato.
Così nel mirino della critica sono finite anche le scelte di Fonseca, con Cherki mandato in campo dopo il vantaggio monegasco e con Georges Mikautadze inserito quando ormai c’era ben poco da fare.
E proprio Cherki, in vista dell’ultima gara di campionato, ha parlato di una stagione che ‹‹non è stata un grande successo››.
A meno di clamorosi ribaltoni nell’ultima giornata quindi l’OL si appresta a finire fuori dalle prime tre posizioni di classifica per la sesta volta consecutiva. Un qualcosa che in riva al Rodano non si vedeva dal periodo compreso fra il 1977 e il 1983. Cioè prima dell’inizio dell’era dell’ex ex proprietario Jean-Michel Aulas.
Aulas che intanto si è candidato per la posizione di sindaco di Lione, in vista delle elezioni municipali previste per il 2026. Chissà che non abbia più successo della sua ex squadra.

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