The Sound of Silence

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Forse ha ragione Gary Neville. Nel dopo gara della sfida che ha visto il Manchester United uscire con le ossa rotte da Newcastle (1-4) l’ex capitano ha parlato di ‹‹situazione disperata›› per la sua ex squadra, aggiungendo poi un’analisi più dettagliata.

«Il sistema è un problema», ha detto Neville alla NBC. «Faccio questa domanda da due mesi. Chi sono i terzini fluidificanti naturali, giocatori abbastanza bravi in fase offensiva, con grande energia, e allo stesso tempo capaci in fase difensiva? Chi sono quei due giocatori che giocano dietro la punta?››.

«Serve un centravanti che regga il reparto — chi è il giocatore disponibile che andrebbe al Manchester United? Ci sono sette o otto squadre ai vertici della classifica che hanno bisogno di un attaccante. Non vai allo United prima di Liverpool o Arsenal, che anche loro cercano una punta. Ci sono problemi enormi››.

«Onestamente, non si sa nemmeno da dove cominciare o quale sia il primo passo da fare. Ci vorrà davvero tanto tempo e un ottimo lavoro sul mercato perché quel club possa sistemarsi».

Ok, per lo United la priorità non è più la Premier. La squadra è concentrata sulla sfida di ritorno con il Lione che potrebbe continuare (in caso di qualificazione) a dare un senso a questa martoriata stagione.

E la formazione mandata in campo da Rúben Amorim al St James’ Park rimandava proprio alla necessità di far riposare alcuni titolari in vista della gara di Europa League in programma all’Old Trafford giovedì. Tuttavia la caduta del Manchester, l’ennesima, fa rumore. La prestazione offerta dalla squadra non ha aiutato il ventisettenne Altay Bayindir (portiere turco chiamato a dare un turno di riposo al sempre discusso e discutibile André Onana) e il giovane Harry Amass (diciottenne laterale che aveva già esordito contro il Leicester un mese fa) ad inserirsi al meglio, dato il contesto altamente disfunzionale dello United.

La formazione di Amorim non ha retto il pressing portato da un Newcastle in grande spolvero (nonostante l’assenza del tecnico Eddie Howe per un improvviso ricovero in ospedale), in grado di conquistare 26 palloni nella metà campo avversaria. Difficile d’altra parte avere la meglio sull’azione difensiva dei Magpies quando ad impostare da dietro vengono chiamati in causa giocatori come Victor Lindelöf (49 palloni toccati secondo Fbref) o Manuel Ugarte (57) che non hanno nella trasmissione palla le loro armi migliori.

Il problema è che, in rosa, lo United non ha molti giocatori in grado di consentire alla squadra del nord-ovest dell’Inghilterra di mantenere quel controllo sul pallone e sulla partita che vorrebbe Amorim. I soli in grado di poterlo fare sono Christian Eriksen e Bruno Fernandes. Il primo è comunque in scadenza di contratto e difficilmente farà parte del progetto tecnico del prossimo anno.

Da parte sua il portoghese avrebbe bisogno almeno di…sdoppiarsi. La sua presenza in questo contesto è infatti fondamentale sia in zona di sviluppo che in rifinitura. Se lo sposti qui, manca là. E viceversa.  Risultato? Il trio di mediani del Newcastle (Bruno Guimarães, Sandro Tonali e Joelinton) ha finito per dominare la contesa.

Qualcosa fra le linee può essere chiesta a Joshua Zirkzee. L’ex Bologna deve però ancora adattarsi all’intensità della Premier quando quest’ultima sale di livello. Dietro, Noussair Mazraoui come terzo centrale di destra continua ad essere un punto interrogativo e la squadra ha concesso ben 36 tocchi ai rivali nella propria area di rigore.

In generale lo United resta una squadra che, dopo diversi anni, continua a giocare meglio quando può difendersi e ripartire in contropiede. In pratica aveva ragione Ole Gunnar Solskjær. Non solo. La sconfitta col Newcastle è stata la quattordicesima subita dallo United in questo campionato, decretando come conseguenza che il club concluderà la stagione col suo peggior record di punti conquistati da quando esiste la Premier.

Da dove ripartire ora? Difficile dirlo. Di certo la già menzionata sfida col Lione rappresenta uno snodo importante. Amorim ha un contratto fino al 2027, ma siamo sicuri che un fiasco europeo, unito al disastro in campionato, invoglierà il club a rispettarlo? L’anno scorso Erik ten Hag, nonostante le perplessità di molti, venne confermato in virtù della vittoria in Fa Cup. E sappiamo tutti com’è andata a finire. Amorim avrà la stessa opportunità se non dovesse portare a casa nessun risultato importante da qui a fine stagione?

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