Ok, André Onana non ha fatto nulla per smentire le polemiche dichiarazioni rilasciata alla vigilia da Nemanja Matić (‹‹se sei statisticamente uno dei peggiori portieri della storia recente del Manchester United, allora devi dimostrarlo prima di parlare››), ma la partita dello United a Lione (2-2) ha ulteriormente evidenziato come i problemi degli inglesi vadano oltre quelli creati dagli interventi maldestri del loro portiere (responsabile in entrambe le marcature francesi).
In questo contributo dunque non ci soffermeremo sulle papere di Onana o sulla querelle che ha impegnato l’ex portiere dell’Inter in un confronto dialettico a distanza col centrocampista serbo, quanto appunto su quello che la partita del Groupama Stadium ci ha detto di più interessante.
In questo senso, lo United di Rúben Amorim rimane ancora oggi una squadra Bruno Fernandes dipendente. Anche contro il Lione infatti il centrocampista portoghese è stata l’arma migliore a disposizione del Manchester, vuoi in situazioni nelle quali era chiamato a inventare qualcosa, vuoi sui calci piazzati, sua specialità.
Al di là di Fernandes lo United è infatti rimasto spuntato. Con Thiago Almada e Corentin Tolisso a chiudere i corridoi centrali infatti il Manchester aveva poche possibilità di guadagnare campo, se non appunto affidandosi alle giocate di Bruno Fernandes o a qualche galoppata sulla sinistra di Patrick Dorgu. In mezzo, Casemiro e Manuel Ugarte sono stati annullati dalla mediana lionese.
Di conseguenza gli sviluppi della compagine inglese erano per lo più affidati a palle lunghe che venivano regolarmente intercettate dalla difesa avversaria. Le cose sono migliorate leggermente soltanto nella ripresa, quando il Manchester ha guadagnato campo e controllo sulla partita, arrivando anche a segnare la rete del vantaggio a due minuti dalla fine con Joshua Zirkzee. Gol poi vanificato dal secondo errore di Onana al momento dell’azione del pareggio realizzato in pieno recupero da Rayan Cherki.
In avanti poi il Manchester sta perdendo la scommessa su Rasmus Højlund. Il danese, acquistato dall’Atalanta nell’estate 2023 (dopo solo una stagione di Serie A) per una cifra che di £72 milioni, ha messo insieme appena 24 gol nelle 85 gare disputate con la maglia della squadra inglese (8 in 42 quest’anno).
Anche a Lione la sua prestazione è risultata essere largamente insufficiente. L’immagine che, più di tutte, testimonia lo stato di confusione che vive l’attaccante danese è quella che, nel primo tempo, lo ha visto svirgolare malamente un bel cut-back prodotto da Dorgu sulla fascia sinistra.
Højlund è stato continuamente ripreso dai compagni e da Amorim per la posizione che tiene in campo nelle varie azioni. L’ex atalantino, in base ai dati riportati da Fbref, ha chiuso con soli 8 tocchi registrati, 4 in area di rigore avversaria.
Venendo all’OL, la strategia di gara predisposta da Paulo Fonseca ha funzionato discretamente. Il tecnico portoghese ha organizzato il suo undici di partenza con un centrocampo a quattro estremamente fluido e, davanti, con il georgiano Georges Mikautadze pronto ad aprirsi a sinistra.
Dietro questa organizzazione la compagine transalpina ha tenuto il controllo del pallone (54% di possesso) producendo 5 tiri nello specchio della porta di Onana e generando in totale 1.8 expeted goals (xG). Il tutto pur privi dell’avanti ghanese Ernest Nuamah.
Nonostante ciò il quartetto di centrocampisti francesi ha saputo diligentemente alternare fasi di possesso posizionale ad azioni volte alla ricerca della profondità.
In fase difensiva poi Fonseca ha optato per andare in pressing in una struttura 4-2-4 senza palla quando ad avere la palla fra i piedi si trovavano soprattutto Noussair Mazraoui (diventato un centrale di destra nella linea a tre di Amorim) e Leny Yoro.

Alla fine, nonostante il pareggio e la difficile trasferta in programma giovedì prossimo, Fonseca può guardare con ottimismo alla partita dell’Old Trafford. La sua squadra, come ammesso dallo stesso allenatore nel dopo gara, ha disputato un buon incontro, restando fedele alla propria idea di gioco.
Continua invece una stagione di sofferenza per lo United. Per Amorim, viste le poche soddisfazioni arrivate dal campionato, la partita della prossima settimana diventa fondamentale, per proseguire l’avventura europea ma anche per continuare a dare un senso a questa annata disastrosa.

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