Foto: IMAGO / Sportsphoto
Che il Tottenham sia tornato, è presto per dirlo. La stagione della squadra di Ange Postecoglou è stata alquanto difficile finora, complice anche una serie impressionante di infortuni a giocatori chiave. Aver battuto il derelitto Manchester United lo scorso weekend e aver travolto (4-1) in questo un Ipswich che, prima di incontrare gli Spurs, aveva comunque già subito 50 reti, non significa poi molto.
Certo che il recupero di alcuni elementi potrebbe aiutare la ripresa degli Spurs. Contro gli uomini di Rúben Amorim la compagine londinese ha potuto contare sul rientro di Guglielmo Vicario, di Brennan Johnson, di Destiny Udogie e, soprattutto di James Maddison.
Il ventottenne di Coventry è l’uomo di maggior fantasia a disposizione di Postecoglou, nonché il miglior marcatore del Tottenham con nove reti realizzate in 23 presenze. L’ultimo gol è stato proprio il tap-in che ha deciso la sfida contro lo United. Al di là di questi dati, il numero 10 ha un impatto impareggiabile all’interno del contesto della sua squadra per il modo in cui tratta la palla e riesce a trovare linee di passaggio aperte.
Postecoglou ha un giocatore interessante nella gestione dei flussi di gioco come lo svedese Lucas Bergvall; un ottimo portatore quale il connazionale ed ex juventino Dejan Kulusevski; un contropiedista nato, abile nel dribbling e in fase di finalizzazione, come il sudcoreano Son Heung-Min. Ma quando si tratta di tirare fuori il coniglio dal cilindro e giocare in spazi congestionati o di creare associazioni tecniche (come accaduto in occasione del gol di Djed Spence con l’Ipswich), il nome a cui il tecnico australiano deve rivolgersi è quello di Maddison.
Non è stata fin qui una stagione facile per il talento inglese. E questo al di là dei problemi fisici che ne hanno condizionato il rendimento. La titolarità contro il Manchester è stata per lui la prima dopo aver saltato cinque gare per un problema ad un polpaccio. Già ieri contro l’Ipswich Maddison è tornato in panchina, per subentrare poi dopo un’ora di partita.
In generale quindi, durante l’anno, il giocatore non è sembrato sempre godere di una fiducia incondizionata da parte del suo allenatore. Il punto più basso del rapporto fra i due si era probabilmente raggiunto lo scorso ottobre quando il tecnico decise di sostituire Maddison nell’intervallo della partita con lo West Ham per mandare in campo Pape Sarr.
Il gol realizzato contro lo United è stato quindi per Maddison come una liberazione, oltre che un modo per silenziare i suoi critici. Come dimostra la classica esultanza con l’indice sulla bocca, a mimare appunto il gesto del silenzio.
Parlando nel dopo gara Maddison ha volute poi fare delle precisazioni. ‹‹È sempre difficile essere infortunati, e in questa stagione abbiamo avuto tanti infortuni. Ti perdi una partita o dieci, e sei sempre impaziente di tornare in campo››.
‹‹So di poter fare la differenza qui, quindi è davvero bello mettersi in rete. Nessuno mi critica più di quanto faccia io stesso. Per essere giusto con l’allenatore, lui parla sempre di ignorare il clamore esterno, ma a volte è difficile, sai. È costantemente davanti a te: i social media e WhatsApp, dove la gente manda le sue cose››.
‹‹Sono davvero orgoglioso dei ragazzi, perché è stata una stagione un po’ altalenante. Non siamo nella posizione in cui vorremmo essere, è così semplice. Sono davvero, davvero felice per i ragazzi e per i tifosi››.
Al netto di queste considerazioni, Maddison riveste un’importanza vitale nello scacchiere predisposto da Postecoglou. Il modello dell’australiano, com’è noto, si fonda sull’utilizzo di falsi terzini, sul sovraccarico della zona dove si trova la palla, sulla creazione di superiorità numerica da parte degli esterni alti.
A volte questo sistema è risultato fin troppo leggibile da parte delle squadre avversarie. Il recupero di Maddison potrà garantire imprevedibilità alla manovra, nonché quella fluidità che è spesso mancata nell’ultimo terzo di campo.
A inizio stagione Postecoglou utilizzava Maddison da mezzala in un centrocampo a tre. Insieme a Kulusevski (appaiato come seconda mezzala) il centrocampista inglese ha dato via ad una serie di buone prestazioni, energizzando la manovra degli Spurs.
Quando invece il tecnico australiano ha optato per un trio comprendente, oltre a Maddison, anche Sarr e il maliano Yves Bissouma, i risultati sono stati altalenanti. Un interessante articolo apparso recentemente su The Athletic ha proprio preso in considerazioni le diverse combinazioni che, a causa degli infortuni e delle scelte di Postecoglou, sono state utilizzate dal Tottenham a centrocampo. Un reparto nel quale gli Spurs hanno dunque cambiato molto.
Forse, con dodici giornate al termine del campionato e con l’Europa League ancora da giocarsi, Postecoglou dovrebbe decidersi a individuare la formula giusta per la propria mediana. Una formula che però difficilmente potrà fare a meno di un ristabilito Maddison. L’inglese infatti è l’unico giocatore a disposizione del Tottenham in grado di inventarsi qualcosa sulla trequarti offensiva quando gli spazi diventano congestionati.
Dopo la sconfitta col Leicester City (!!!) di quattro settimane fa, la stagione del Tottenham sembrava sul punto di deragliare. Ora invece è tornata la speranza. E del merito per questo va ascritto proprio al recupero di Maddison.

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