Il Manchester United è ancora in difficoltà

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Foto: IMAGO / Visionhaus

L’astronomica cifra di £550 milioni spesa in nuovi acquisti dal 2022 ad oggi (solo questa estate sono arrivati anche Manuel Ugarte per £50 milioni e Joshua Zirkzee per £36.5) non sono stati sufficienti per consentire a Erik ten Hag di creare qualcosa di stabile ad Old Trafford e di dare al suo Manchester United una precisa identità tattica.

Ad oggi l’olandese è ancora il tecnico dello Utd e tale rimarrà almeno fino alla trasferta di giovedì a Oporto per la partita di Champions contro i lusitani e per la sfida di sabato prossimo contro l’Aston Villa. Cosa accadrà dopo però, con una sosta internazionale alle porte, non è dato sapersi.

Di certo l’aria si è fatta ancor più pesante intorno all’ex allenatore dell’Ajax dopo la pesante sconfitta interna (3-0) subita ad opera del Tottenham.

Questa battuta d’arresto colloca attualmente il Manchester United al dodicesimo posto della Premier League con appena 7 punti ottenuti in 6 partite, solo 5 reti segnate e una distanza di 8 punti dal Liverpool capolista.

Il contratto che lega ten Hag al Manchester (rinnovato in estate fino al 2026 a seguito della vittoria sul City nella finale di FA Cup dello scorso maggio) potrebbe quindi non bastare a far proseguire la relazione fra l’olandese e il club inglese. La scelta di confermare il tecnico in virtù di quell’unica luce in una gestione fin qui fallimentare non pare ad oggi essere stata una buona idea.

L’arrivo di INEOS alla guida del club sembrava foriera di un nuovo indirizzo tecnico dopo alcuni anni difficili. Invece non sta funzionando nulla e lo United è ancora alla ricerca dell’erede di sir Alex Ferguson, a più di dieci anni dal suo ritiro.

Il fatto poi che a ten Hag sia stato concesso di rivoluzionare a proprio piacimento lo staff tecnico e di mettere bocca nella campagna trasferimenti acuisce il disagio verso la sua gestione. Gli acquisti da lui voluti infatti non stano performando come atteso.

Aver sostituito lo scozzese Scott McTominay con il costosissimo Manuel Ugarte non ha prodotto risultati (anche se l’uruguaiano ha visto poco il campo fino a questo momento, essendo arrivato all’ultimo). In difesa, Matthijs de Ligt sembra più simile al giocatore visto in difficoltà alla Juve e al Bayern che quello ammirato in maglia Ajax proprio sotto ten Hag. Anche Noussair Mazraoui non sembra ancora integrato. Il solo Joshua Zirkzee sembra già essersi acclimatato alla Premier.

Ma non si tratta solo di questo. Anche le decisioni che via via ten Hag prende dalla panchina lasciano alquanto a desiderare, sia a livello di formazioni iniziali che di sostituzioni a partita in corso. Come ad esempio quando il tecnico decise di poter fare a meno di Marcus Rashford per dare minuti a Amad Diallo e Alejandro Garnacho. O come quando, nella sfida contro il Tottenham, ten Hag ha buttato dentro Rasmus Højlund e Christian Eriksen a una ventina di minuti dal termine consegnandosi agli Spurs, che nel giro di pochi minuti hanno trovato la terza rete con Dominic Solanke.

Il 4-4-2 in non possesso presentato contro la squadra di Ange Postecoglou è stato manipolato facilmente dai londinesi. A tal proposito, su The Athletic potete trovare una interessante analisi. Da sottolineare inoltre come, in base a quanto riportato da ESPN, abbiano registrato 28 tocchi di palla in area avversaria a fronte dei 7 dello United, rende bene l’idea di quanto visto in campo.

A preoccupare è soprattutto la fase difensiva, come evidenziano i dati forniti da Soccerment. Tutto ciò nonostante ten Hag abbia provato a dare maggior equilibrio ad una formazione che invece continua ad avere i soliti problemi nella gestione del contropiede avversario.

Se guardiamo poi all’impatto positivo e immediato che hanno avuto il suo connazionale Arne Slot col Liverpool e Enzo Maresca al Chelsea, il paragone con quanto fatto a Old Trafford da ten Hag diventa impietoso.

In questi due anni con l’ex Ajax al comando lo United è parso anche troppo discontinuo, alternando momenti positivi ad altri negativi. Il nervosismo che ten Hag non nasconde nei confronti della stampa si riflette anche sulla squadra.

Insomma, non un bel viatico per le prossime due gare dello United. Qualora dunque le cose non dovessero andar bene contro Porto e Aston Villa, il rapporto fra ten Hag e la società potrebbe interrompersi a stagione in corso. E questo indipendentemente dal nuovo contratto. D’altronde la firma di un nuovo accordo qualche tempo prima non impedì al board dello Uinted di licenziare José Mourinho nel 2018 e Ole Gunnar Solskjær nel 2021. 

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