Foto: IMAGO/Marco Canoniero
Un miracoloso, doppio salvataggio del portiere David Raya (prima sul rigore calciato da Mateo Retegui e, poi, sulla ribattuta a colpo sicuro dello stesso attaccante italo-argentino) ha permesso all’Arsenal di uscire indenne (0-0) dal Gewiss Stadium nella partita che ha segnato l’esordio di Gunners e bergamaschi nella nuova Champions League.
Una sfida di per sé non spettacolare, specialmente durante una prima frazione particolarmente bloccata e che ha visto alla fine entrambe le squadre registrare due soli tiri nello specchio della porta avversaria (comprensivi del rigore dell’Atalanta) e l’Arsenal produrre un totale di appena 6 conclusioni.
Grande protagonista della serata è stato dunque il già citato Raya. In base ai dati raccolti da Opta il portiere spagnolo è uno dei pezzi più importanti dello scacchiere predisposto quest’anno da Mikel Arteta. Tanto è vero che il ventinovenne catalano ha finora subito una sola rete in stagione, evitando un totale di 2.6 gol sulla base della qualità dei tiri ricevuti, tutte le competizioni comprese.
Non sorprende dunque che a Bergamo l’ex Brentford abbia ricevuto gli elogi di Arteta, col tecnico contento di aver strappato un punto anche se, in verità, l’Arsenal avrebbe potuto portare via l’intera posta in palio se non fosse stato per l’occasione mancata da Gabriel Martinelli.
Per Raya quindi una gara che, almeno momentaneamente, ha silenziato i tifosi dell’Arsenal, spesso critici nei confronti di un acquisto visto da molti come superfluo, dato che al momento del suo arrivo in squadra c’era già un numero uno affidabile come Aaron Ramsdale.
Ad aiutare il proprio portiere a mantenere la porta inviolata c’è stata anche a prestazione della coppia difensiva composta da Gabriel Magalhães e William Saliba, a loro volta supportati da una mediana che è riuscita a contenere le sfuriate atalantine (strutturate attorno al solito tentativo di guadagnare campo in avanti attraverso i quadrilateri laterali che si formano nel 3-4-2-1 di Gian Piero Gasperini) pur essendo priva di un Martin Ødegaard che sarebbe sicuramente stato un elemento utile sia nella gestione della palla che in contropiede.
E invece, senza il norvegese e con Kai Havertz a centrocampo, pronto a supportare Martinelli, Gabriel Jesus e Bukayo Saka, la squadra di Arteta non è quasi mai stata pericolosa o, comunque, lo è stata meno di quanto ci si attendeva.
Gli aspetti più interessanti della partita sono quindi stati il modo con cui l’Arsenal si ricompattava in blocco basso sul palleggio bergamasco (atteggiamento che ha continuato la serie di lunghe fasi senza palla caratterizzanti questo inizio di stagione della squadra londiese) e l’utilizzo del calcio lungo come strumento per superare il pressing dell’Atalanta.
In base ai dati forniti da The Athletic l’Arsenal ha giocato sul lungo (32 o più metri) il 12% dei propri passaggi. Protagonista in questo senso è stato ancora una volta Raya, il giocatore ad aver effettuato più passaggi lunghi per i suoi con un numero totale (21) superiore rispetto a quelli giocati sul corto dallo stesso portiere (19).

Il fatto che l’Atalanta avesse buon gioco a vincere i duelli aerei che ne conseguivano (nonostante le rotazioni offensive dell’Arsenal, che cercava di far ricevere giocatori più strutturati di Gabriel Jesus)) non deve far passare in secondo piano che anche per questo motivo (cioè il gioco sul lungo raggio) Raya è stato a suo tempo preferito a Ramsdale nelle gerarchie di Arteta.
E proprio su un rinvio diretto dal fondo di Raya è nata l’occasione d’oro per Martinelli di cui parlavamo in apertura e che avrebbe potuto cambiare il risultato finale.

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