Ok, panic!

Published by

on

Il campionato 2024-25 è vecchio solo di tre settimane, ma già sui vari social (X, Instagram, Facebook e chi più ne ha più ne metta…) è partita la corsa a farsi prendere dal panico per i risultati non soddisfacenti ottenuti da alcune squadre.

Insomma, gli inviti alla prudenza, ad aspettare ad emettere giudizi che potrebbero rivelarsi affrettati (siamo pur sempre al calcio d’agosto) non hanno fatto proseliti, vuoi per la necessità di fare cronaca vuoi perché molti influencer del tifo sono subito scesi sul piede di guerra, proprio perché delusi dall’avvio delle rispettive squadre. 

Si è quindi ben presto creata una situazione degna de L’aereo più pazzo del mondo.

La stagione è lunga, si avvicinano le coppe europee e tutto può cambiare da un momento all’altro. Al netto di queste considerazioni è però vero che alcune situazioni posso considerarsi un po’ più preoccupanti di altre. Qual è allora il corretto atteggiamento da tenere verso la propria squadra, se la partenza è stata così così? Ecco uno sguardo dato alle situazioni più tese del momento, partendo dal fondo della classifica e riferendosi sempre a chi non è partito come ci si attendeva potesse fare.

Bologna

Reduci dall’aver conquistato una storica qualificazione alla Champions nello scorso campionato (una prima volta pagata con un sorteggio non facilissimo) i felsinei anno approcciato la nuova stagione conquistando solo due punti nelle prime tre giornate.

Il passaggio dal calcio misto posizionale/relazionale di Thiago Motta a quello composito di Italiano (gioco più diretto per andare subito a campeggiare nell’altra metà campo) si è rivelato più difficile del previsto da assorbire per una squadra che ha perso elementi importanti come Zirkzee e Calafiori e che attende ancora il recupero di Ferguson.

Come riportato dai dati Soccerment, Italiano ha già trasferito alla compagine rossoblù alcuni dei suoi concetti, a partire dal forte pressing in avanti e dal palleggio ridondante negli ultimi trenta metri di campo.

I problemi derivano dal solito, eccessivo ricordo al crossing game come arma di rifinitura privilegiata (già 25 di media a partita secondo quanto riportato da whoscored) e dai problemi di inserimento dei nuovi. In particolare ci riferiamo a Dallinga, attaccante olandese proveniente dal Tolosa che corre il rischio di finire come tutti i centravanti (escluso Vlahović) avuti da Italiano a Firenze, vale a dire un corpo estraneo alla manovra offensiva e mal servito dai compagni.

Reazione: preoccupata. La forte possibilità che non venga ripetuta la stagione scorsa pensiamo che sia stato messo in preventivo un po’ da tutti a Bologna e dintorni. Il pericolo però, se Italiano non modificherà qualcosa (ma lo farà?) è che si vada incontro ad una stagione anonima.  

Roma

Due soli punti anche per i giallorossi, con però un buon pareggio conquistato nell’ultima uscita a Torino, sul difficile campo della Juventus. In quella gara De Rossi pare aver trovato il modo di aggiustare la fase difensiva, di fatto annullando la proposta offensiva dei bianconeri.

Gli arrivi di Hummels e Hermoso potrebbero paradossalmente (essendo due difensori) aiutare anche la manovra d’attacco. Soprattutto il tedesco dovrebbe garantire sulla carta un’uscita più pulita della palla da dietro, con molti passaggi a tagliare le linee difensive avversarie.

Inoltre i due arrivi potrebbero essere forieri del passaggio ad una difesa a tre, con la possibilità di garantire un miglior supporto ai giocatori offensivi. Sarebbe interessante se DDR avvicinasse Dybala a Dovbyk, riuscendo magari a inserire maggiormente Baldanzi (reduce dalla tripletta contro la Norvegia realizzata in maglia Under 21) nelle rotazioni. De Rossi vede il suo gioiellino da mezzala. Detto che per noi resta soprattutto un trequartista (forse uno dei pochi veri numeri 10 ancora in giro a questi livelli) Baldanzi a metà campo potrebbe finalmente rompere il monopolio rappresentato dalla triade Cristante, Paredes, Pellegrini, fin qui non all’altezza della situazione.

Reazione: situazione incoraggiante. De Rossi ha tutte le carte in regola per sistemare le cose e rimettere la squadra in carreggiata. Per arrivare dove, si vedrà. Conquistare un posto in Champions è difficile ma comunque c’è l’organico per far dare ai tifosi giallorossi delle soddisfazioni lungo l’annata.

Milan

Situazione delicata. Nemmeno è partita la stagione che già si parla di esonerare Paulo Fonseca. Le prime uscite stagionali sono state disarmanti. La formazione rossonera sta provando a fare qualcosa di diverso dall’anno scorso (a partire da un gioco più palleggiato e controllato) ma continua ad essere preda di alcuni equivoci tattici, che poi si risolvono nel persistere di uno squilibrio generale che costa ancora lacrime e sangue quando si tratta di difendere sul contropiede avversario. Non a caso in campionato il Milan ha già incassato 6 reti in tre gare (la media è facile). Il soloPavlović al momento sembra dare certezze là dietro. Il centrocampo a due resta un’incognita, così come le posizioni di Reijnders e Loftus-Cheek.

Reazione: preoccupata. Fonseca ha i mezzi (leggasi gli uomini) e le conoscenze per tirarsi fuori dal guado. Per farlo avrà però bisogno di rivedere qualcosa a livello di struttura, soprattutto in fase di non possesso. C’è però bisogno che alcuni uomini facciano un salto di qualità, a partire ovviamente da Leão e Theo Hernández. Un aiuto ulteriore arriverà da Fofana. L’unica cosa che manca è il tempo e, forse, anche la serenità dell’ambiente per attendere il lavoro di Fonseca. Intanto alle porte ci sono Liverpool e Inter…

Fiorentina

Tre punti, come l’Atalanta. L’ambiente però è già critico e questo rende la Fiorentina adatta per essere inserita in questo contributo (diversamente dai bergamaschi, che hanno patito anche la pletora di infortuni a uomini chiave).

L’attacco, dietro al sorprendente Kean (reduce dalle reti segnate contro il Monza e in nazionale contro Israele) sta producendo a livello di occasione create (4.23 xG) anche se i viola potrebbero essere più precisi sotto porta (3 le reti totali messe a segno).

I problemi sono dietro. Biraghi da terzo di difesa garantisce ulteriore spinta a sinistra, dove il capitano della Fiorentina può intersecarsi con Gosens. In fase difensiva però la nuova posizione finisce per acuire le difficoltà del numero 3 quando si tratta di proteggere la propria zona di campo.

Anche la pressione offensiva andrà rivista in qualche modo. La squadra lascia troppo scoperto il lato debole, come tutti si sono accorti quando il Parma di Pecchia, all’esordio, ha costruito il suo piano gara proprio sul cambio lato.

La difesa poi è costantemente in affanno sulle transizioni. Un déjà vu di quanto accaduto negli ultimi tre anni con Italiano.

Reazione: giudizio sospeso. Gli strumenti per riprendersi ci sono tutti. Certo, l’obiettivo rimane quello di arrivare fra il sesto e l’ottavo posto, perché sarà necessaria qualche caduta eccellente per sperare in qualcosa di più. La prima cosa da fare è quella di recuperare Pongračić, ad oggi lontano parente di quello ammirato a Lecce.

Per mettere maggiormente a proprio agio il croato (e anche il resto della squadra) Palladino non dovrebbe scartare l’ipotesi di passare alla difesa a quattro. La perdita di Gonzalez può essere compensata dal recupero di Gudmundsson mentre a centrocampo c’è qualità con i nuovi arrivati Richardson, Cataldi, Adli e Bove. Si tratta solo di trovare la formula giusta.

Lascia un commento