Come si presenta la sfida fra Romania e Olanda

Published by

on

Una Olanda con più dubbi che certezze e una delle migliori versioni della Romania da anni a questa parte si affronteranno martedì 2 luglio all’Allianz Arena di Monaco di Baviera. Per quanto riguarda la nazionale dei Carpazi, è evidente a tutti il grande lavoro svolto da Edward Iordănescu, commissario tecnico dei rumeni e figlio di quell’Anghel Iordănescu artefice, nel 1994, della qualificazione ai quarti di finale dei Mondiali di Usa 94.

Solo che quella squadra protagonista in Nordamerica aveva una rosa che poteva contare su talenti quali Gheorghe Popescu, Ilie Dumitrescu, Miodrag Belodedici e, soprattutto, Gheorghe Hagi, il Maradona dei Carpazi.

Questa volta invece la nazionale Tricolorii è compagine molto più operaia, con pochi elementi di spicco e una maggior attenzione alla solidità difensiva come base di partenza. In generale la squadra di Iordănescu non passa molto tempo possesso (39% la media), preferendo agire in contropiede.

Ad azionare le ripartenze rumene sono soprattutto le catene laterali, con i terzini Nicusor Bancu e Andrei Ratiu che spingono molto dando ampiezza alla squadra.

La difesa è ancorata sul centrale del Tottenham Radu Dragusin e sullo schermo di centrocampo Marius Marin. A garantire qualità e imprevedibilità offensiva ci pensano poi altri due elementi. In mediana Nicolae Stanciu, uno dei pochi giocatori presenti a questi Europei a non aver risentito negativamente sul piano prestazionale del trasferimento in Arabia Saudita (gioca infatti nel Damac).

Nell’immagine prodotta con  VideoMatch Presenter di Sics si nota la disposizione difensiva della Romania contor a Slovacchia, con Stanciu su Lobotka.

L’abilità in palleggio e in regìa di Stanciu sono fondamentale per lanciare il contropiede e per ripulire il possesso della nazionale balcanica in zona di sviluppo.

L’altro elemento sopra la media è Ianis Hagi, figlio di Geroge. Il giocatore dei Rangers (un breve passato anche nella Fiorentina) garantisce imprevedibilità agendo soprattutto da esterno d’attacco. Nelle prime due partite del torneo (contro Ucraina e Belgio) Hagi è partito dalla panchina mentre con la Slovacchia ha iniziato da titolare come ala destra, mettendosi in mostra.

Tutto questo senza dimenticare altri due giocatori come Dennis Man e Răzvan Marin. Il primo ha registrato finora due assist mentre il centrocampista del Cagliari ha segnato due reti.

I dati di Romania e Olanda seconod quanto riportato da The Athletic.

Non sarà quindi facile per la pur favorita Olanda avere la meglio su una squadra solida come la Romania. Ronald Koeman si avvicina alla fase a eliminazione diretta con tanti dubbi da sciogliere, a cominciare dall’attacco.

Per il tecnico olandese Wout Weghorst continua ad essere una riserva. La presenza in campo dell’ariete del Burnley non è utile soltanto per l’aura da super sub che Weghorst si porta dietro (confermata dalla rete realizzata nel finale contro la Polonia) ma anche perché, con i suoi 197cm, il ragazzo di Borne garantisce all’Olanda una presenza importante nel gioco aereo, utile alla squadra per risalire il campo.

Senza Weghorst gli Oranje perdono questa opzione, diventando così troppo dipendenti dalle lune di Memphis Depay e Cody Gakpo (autore di due reti). Con Xavi Simons che va a corrente alternata, ci sarebbe a disposizione anche Jeremie Frimpong, titolare con la Francia prima di essere sostituito da Lutsharel Geertruida.

Finora però Koeman è rimasto fedele ad un sistema con Depay da No.9 e con Tijjani Reijnders e Simons a supporto. E questo perché l’attaccante dell’Atlético Madrid garantisce al tecnico Oranje quel gioco associativo sulla trequarti che permette di creare spazio per gli attacchi alla profondità dei compagni.

La struttura dell’Olanda in una fase di possesso della partita contro la Francia.

Non che questa strategia sia stata sempre funzionale se è vero che, come riportano dati forniti da The Athletic, contro la Francia Depay ha perso 9 palloni (su 28 toccati) e contro l’Austria 21 (su 56).

A centrocampo poi gli infortuni capitati a Frenkie de Jong, Teun Koopmeiners e Marten de Roon hanno finito per impoverire tecniucamente il centrocampo. Il dato di passaggi riusciti registrato da Joey Veerman contro l’Austria ( 47.4% secondo quanto riportato da ESPN) è sintomatico dei problemi olandesi in mediana. E infatti, contro gli Austriaci, il centrocampista del Psv è stato sostituito da Koeman dopo appena trentatré minuti di gioco.

Al netto di quanto detto finora e delle opzioni per il ruolo di attaccante centrale però il problema generale è che la squadra risulta poco fluida e manca di brillantezza, basandosi troppo sul talento dei suoi giocatori migliori. L’idea di collettivo, tipicamente olandese, non è c’è più da un pezzo.

Sostieni La Gabbia

2,00 €

Lascia un commento