Un passaggio di proprietà (dallo storico patron Jean-Michel Aulas all’americano John Textor, tycoon che ha acquisito via via sempre più quote azionarie), le possibilità di spesa sul mercato finite sotto le mire della DNCG (la Covisoc transalpina), un punto conquistato in tre partite di Ligue 1.
Non è stata una estate semplice per l’Olympique Lione, storico club francese che sogna da tempo di tornare ai fasti del periodo pre- Psg qatariota quando, fra il 2002 ed il 2008, conquistò sètte titoli consecutivi.
In mezzo a tutte queste difficoltà, c’è la posizione di Laurent Blanc. L’ex libero dell’Inter si trova infatti in una situazione delicata, prossimo ad un esonero che però Blanc non sembra temere, quanto invece aspettare come una liberazione.
In questo senso vanno lette le dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa prima dell’esordio contro lo Strasburgo il 13 agosto (‹‹se c’è un allenatore a Lione››) e quelle successive alla sconfitta contro il Montpellier. In questa occasione, parlando dei problemi della squadra, Blanc ebbe a dire che bisognava cambiare l’allenatore.
Che il cinquantasettenne nativo di Alès fosse in difficoltà lo si era capito fin da subito. Infatti, arrivato la scorsa stagione per sostituire Peter Bosz, Blanc aveva incontrato delle difficoltà iniziali, salvo poi far compiere alla squadra un grande progresso nel girone di ritorno. Tanto è vero che l’OL è stata la terza squadra della Ligue 1 nella seconda parte di stagione.
Pur non essendo riuscito a centrare l’Europa (il Lione è finito settimo) per il secondo anno consecutivo (non succedeva dal 1995) la società ha deciso di confermare Blanc il quale, comunque, è tecnico scelto sotto la gestione Aulas. Non è quindi un uomo della nuova proprietà. Il passaggio del club nelle mani di Textor quindi ha indebolito la posizione dell’ex campione del mondo del 1998.
A questo si aggiungano poi i risultati scadenti e le prestazioni ancor più preoccupanti. Il Lione infatti appare come una squadra disorganizzata e abulica, incapace di produrre a livello offensivo e in difficoltà senza palla.
Eppure, nonostante le partenze (Castello Lukeba, Romain Faivre, Cenk Özkacar, Thiago Mendes e Karl Toko Ekambi, con Houssem Aouar e Moussa Dembélé che sno andati via a costo zero ), la rosa a disposizione di Blanc è sufficientemente competitiva per fare meglio di quanto visto finora. Dal punto di vista tecnico infatti parliamo di una squadra di livello, con una rosa importante nella quale, a fronte delle partenze, sono comunque rimasti elementi come Alexandre Lacazette, Corentin Tolisso, Maxence Caqueret, Ryan Cherki e Bradley Barcola (richiesto sul mercato).
Nonostante ciò, il Lione non ha gioco. Sono appena 2.60 gli xG prodotti, meglio soltanto di Lorient (2.51) e Metz (1.90). Di contro, le reti subite sono già 6, con un dato di 5.23 xGA.

In questo senso, è stata paradigmatica la sfida contro il Nizza di Francesco Farioli. Uno 0-0 finale che ha consentito all’OL di conquistare il primo punto della stagione, al termine però di una partita dominata dagli avversari. Questo è stato vero soprattutto nella ripresa, quando l’OGC ha creato diverse situazioni pericolose.

I dati della gara, forniti da Soccerment, sono chiari. La compagine nizzarda è stata padrona del pallone (58.5% di possesso), registrando un dato field tilt di quasi il 60%. A livello di tiri inoltre la squadra di Farioli ha preso le conclusioni più pericolose, con un dato di 0.09 xG per tiro, a fronte dello 0.03 del Lione.

Blanc aspetta novità dal mercato (si tratta Rade Krunić del Milan, mentre è arrivato Ernest Nuamah dal Nordsjaelland), usuale refugium peccatorum di molte squadre quando le cose non vanno.
Ma l’allenatore transalpino non può appellarsi soltanto ai nuovi acquisti. Il Lione deve cambiare marcia alla svelta (domenica c’è il Psg…), altrimenti Blanc potrebbe essere uno dei primi tecnici a saltare in Ligue 1.

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