Quella andata in scena a Marassi nel posticipo serale del venerdì è stata una battaglia tattica alla ricerca della conquista dello spazio. Ovviamente non di quello siderale quanto invece di quello nel quale possiamo dividere il terreno di gioco.
Allo showdown tattico hanno preso parte la Samp ed il Pisa, affidate a due degli allenatori emergenti più attenzionati negli ultimi anni, vale a dire Andrea Pirlo e Alberto Aquilani.
Per quanto riguarda il primo, senza indugiare troppo sul passato alla guida della Juventus, giova ricordare che si tratta di un rientro in Italia dopo un esilio volontario in Turchia. Un ritorno alla guida di una nobile decaduta come il Doria, club che con la nuova proprietà punta a ripetere l’impresa riuscita lo scorso anno ai cugini genoani, cioè l’immediato ritorno nella massima serie.
Per quanto riguarda invece Aquilani, l’ex tecnico della Primavera della Fiorentina è ora sula panchina di una compagine ambiziosa come quella pisana, che non fa mistero di voler disputare un campionato di vertice.
La partita di Genova quindi, in attesa che la classifica vada a confermare o meno i pronostici della vigilia, aveva tutti i connotati del big match di giornata.
Dal punto di vista tattico si sono affrontati due tecnici seguaci del gioco di posizione, con approccio dunque simile ma con modalità di sviluppo diverse.
Pirlo sta infatti costruendo una squadra che ricalchi fedelmente il proprio concetto di calcio, con un’idea per precisa da sviluppare in campo. Aquilani invece appare più flessibile, pronto quindi ad adattare il piano gara alle esigenze del momento pur nel rispetto dei medesimi principi di gioco.
Detto questo, la Samp ha cercato di orientare il possesso fin dalla prima costruzione, andando a sviluppare in modo molto fluido dalla propria trequarti. La costruzione bassa invece poggiava sul portiere, giocatore libero sulla forte pressione attuata dagli avanti del Pisa.

Proprio un errore del malcapitato Filip Stanković sull’aggressione ospite permetteva ai nerazzurri di andare in vantaggio. La mancata comprensione della giocata del giovane prodotto del settore giovanile interista con un suo compagno di squadra era infatti letta bene da Mattéo Tramoni che, intercettato il pallone del nazionale serbo, trasformava l’occasione in gol.
In generale, l’intera fase difensiva pisana ha creato più di un problema alla Samp. I blucerchiati hanno provato a eludere il pressing uomo contro uomo organizzato da Aquilani, per andare poi a giocare nella metà campo offensiva. Le 21 palle recuperate dai toscani nella metà campo della Samp testimoniano però il buon lavoro della prima linea difensiva dei nerazzurri.

Inoltre, il controllo dei mezzi spazi sfuggiva ai blucerchiati, con il Pisa che lavorava bene anche in situazione di difesa posizionale in zone medie o basse di campo. Questo fra l’altro tenendo una linea difensiva organizzata che finiva per mandare 6 volte in fuorigioco gli avversari.
Quando invece erano i toscani a gestire palla, la loro manovra era decisamente più fluida. Partendo dalla solita disposizione 2-4-1-3, con l’ausilio fondamentale del portiere Nicolas, gli ospiti infatti riuscivano o a settare il possesso attraverso la costruzione iniziale oppure, con un lancio lungo su Moreo, ad andare a giocare direttamente nella metà offensiva.

Proprio Moreo risultava un giocatore determinante, con la sua abilità nell’utilizzo del corpo a protezione della palla e con una mobilità ed un gioco associativo che finiva per semplificare le giocate per i suoi compagni di squadra. L’abilità nell’uno contro uno del loro centravanti contribuisce a spiegare proprio il maggior numero di duelli vinti dai pisani (54%).
Alla fine quindi la Samp ha vinto la battaglia del possesso (54.6% contro il 45.4% del Pisa) ma non lo ha fato nelle zone dove più contava, vale a dire nell’ultimo terzo di campo. Tanto è vero che il dato del field tilt premiava gli ospiti con una percentuale del 58.4%, a fronte del 41.6% dei padroni di casa.
La battaglia degli expected goals è invece finita in parità, con un dato di 0.87 xG per gli uomini di Pirlo e di 0.88 per il Pisa. La formazione toscana ha però prodotto conclusioni più pericolose, con un dato di 0.11 xG per tiro (contro gli 0.07 del Doria).

Al di là del risultato, sia Sampdoria che Pisa restano due realtà interessanti, che meritano di essere seguite nel prosieguo del campionato.

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